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venerdì 01 luglio 2016

Attualità venerdì 31 luglio 2015 ore 15:20

Affetta da Moyamoya dà alla luce un bimbo sano

Moyamoya è una malattia molto rara, come raro è il fatto che la signora sia riuscita a portare a termine la gravidanza e dare alla luce un bimbo sano

AREZZO — La madre è Giuseppina Mendola di 36 anni, origine siciliana, ma da anni residente a Rassina con il marito Arcangelo Martorana, il bimbo nato si chiama invece Giuseppe.

Giuseppina Mendola, un anno fa, ha iniziato ad accusare dei semplici mal di testa, ma di giorno in giorno sempre più frequenti e forti, tanto da dover andare in pronto soccorso di Bibbiena per degli accertamenti. È stato proprio durante questi accertamenti che la signora Giuseppina fu colpita da ischemia cerebrale e i medici la fecero subito trasferire d’urgenza all’ospedale Le Scotte di Siena, dove i neurochirurghi accertarono definitivamente che era affetta da sindrome di Moyamoya.

La sindrome Moyamoya è una malattia molto rara non particolarmente conosciuta, di origine congenita ed ereditaria nasce in Italia una persona ogni 300.000. Il quadro clinico che può presentare è particolarmente grave: le arterie del collo che portano il sangue al cervello si interrompono improvvisamente nella loro ramificazione all’interno della scatola cranica. Tutto si mantiene nella norma se il sistema di vasi arteriosi collaterali riesce a supplire a tale interruzione. Se però accidentalmente i vasi si occludono, i sintomi che ne possono scaturire sono decisamente pesanti. A volte questa patologia può essere confusa anche con degli ictus.

Trasferita all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’unico specializzato in Italia, la donna fu sottoposta ad un intervento di neurochirurgia durato 12 ore, condotto dal professor Andrea Lanterna. Un’operazione così impeccabile da ripristinare perfettamente la circolazione sanguigna nella scatola cranica.

Dopo una breve convalescenza Giuseppina é tornata ad una vita normale, esprimendo assieme al marito il desiderio urgente di avere un figlio. Il professor Lanterna e Francesco Catania, direttore dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale del Casentino hanno preso in carico questa donna, seguendola ognuno per le proprie competenze.

“Volevamo in tutti i modi questo figlio ma dalla scoperta della malattia – dice Giuseppina - al difficile intervento per guarire, ai rischi di una ricaduta con intervalli stretti fino alla decisione di tentare di avere un figlio, sono stati tempi molto difficili ed abbiamo trovato nei professionisti, nelle strutture e nei mostri amici e familiari, davvero grande affetto e aiuto.”

Giuseppina è stata sottoposta ad un parto con taglio cesareo, con tutte le precauzioni concordate con gli specialisti bergamaschi, legate anche al tipo di anestesia e ai notevoli rischi che questo intervento presentava per la salute della donna. Francesco Catania ha guidato l’equipe che ha eseguito l‘intervento al termine del quale è nato Giuseppe, 3,150 kg in piena salute, e la mamma è stata risvegliata con un quadro clinico perfetto.

“Oltre a congratularmi con la neomamma – commenta Enrico Desideri Commissario della Asl della Toscana Sud – anche in questo caso è stata dimostrata e confermata la presenza nelle nostre strutture di competenze ed eccellenze che oggi ci hanno consentito di eseguire al San Donato il primo parto in un soggetto con questa rarissima malattia. Voglio dire da parte mia grazie a tutti i professionisti che, dalla scoperta della malattia fino al lieto evento di oggi, si sono impegnati per il benessere di questi nostri cittadini”.

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