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lunedì 27 giugno 2016

Attualità venerdì 05 febbraio 2016 ore 18:47

Capoluogo di provincia meno sprecone della Toscana

Il comune spenderebbe “solo” lo 0,45% in più rispetto al suo fabbisogno effettivo per servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti

AREZZO — A rivelarlo Confcommercio che ha condotto un’analisi sulla Tari, presa dall’associazione di categoria ad emblema tra peso della fiscalità locale ed inefficienza dei servizi. In totale, secondo l’ufficio studi della Confcommercio ogni anno i Comuni toscani sprecano oltre 44 milioni di euro sotto la voce “rifiuti”. Soldi che, se risparmiati, potrebbero servire invece a tagliare i costi del tributo che gravano su imprese e famiglie e che in soli cinque anni, dal 2010 ad oggi, sono aumentati di oltre il 55%, a fronte di una riduzione dei rifiuti di almeno l’11%.

In questa classifica al contrario, dove “vince” chi spreca di più, fa meglio di Arezzo solo Pistoia, dove ci si ferma al +0,40% in più. Davvero nulla a confronto del +47,66% di Lucca, a cui va la palma d’oro dell’inefficienza, seguita da Prato con il +43%, Siena a quasi +30% e, a distanza, gli altri capoluoghi di provincia, che si mantengono intorno al +20%.

“Il peso della Tari su famiglie e imprese continua ad aumentare ma i servizi non migliorano e la produzione di rifiuti è in costante diminuzione, vuoi per la crisi che ha colpito i consumi, vuoi perché sono cambiate leggi e mentalità e c’è più attenzione alla raccolta differenziata“, spiega la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei.

“L’indagine nazionale sulla Tari ha voluto evidenziare questa anomalia insieme a tante altre che affliggono anche la nostra realtà”, prosegue la Fei, “per esempio esistono divari di costo enormi fra territori perché ogni Comune fissa coefficienti diversi per la determinazione del tributo. Così, lo stesso ristorante che nel comune di San Giovanni Valdarno paga 19,03 euro al metro quadrato, se si trasferisse Arezzo ne pagherebbe 15,78 e addirittura la metà (9,317) a Cortona”.

Confcommercio chiede dunque che i Comuni toscani individuino insieme coefficienti più equi e congrui per la tassazione sui rifiuti, in modo da eliminare le disparità territoriali e di categoria, ma, soprattutto, che il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti sia ricalibrato in base alle nuove esigenze e improntato alla massima efficienza. L’obiettivo: eliminare quello spreco di milioni di euro l’anno che adesso suona come una vergogna.

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