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mercoledì 20 settembre 2017

Attualità giovedì 29 giugno 2017 ore 07:00

"Giro di vite per i preziosi usati"

Roberto Duranti, presidente di Federpreziosi Confcommercio Toscana, interviene sulle nuove regole per la vendita e la permuta di vecchi gioielli

AREZZO — “Volete allargare la fede nuziale, cambiare chiusura ad un bracciale o permutare la vecchia collana ricevuta per la Cresima con un oggettino d’oro dal design più contemporaneo? Dal 5 luglio potrebbe non essere più così semplice”, anticipa il presidente di Federpreziosi Confcommercio Toscana, l’aretino Roberto Duranti, “preparatevi, anzi, ad una trafila burocratica piuttosto complicata, perché perfino il vostro gioielliere di fiducia sarà costretto ad identificarvi, scattare foto del gioiello che avete portato in negozio e osservare una lunga sequela di costosi adempimenti. Tutto merito del Decreto Legislativo 92/2017, pubblicato inGazzetta Ufficiale il 20 giugno scorso, che stravolge il mercato legato ai preziosi usati”. Le nuove disposizioni che disciplinano la compravendita e la permuta di oggetti preziosi usati nascono nell’intento di rendere tracciabile ogni passaggio di proprietà.

“In realtà, il decreto avrebbe dovuto finalmente regolamentare i compro-oro, che nell’usato hanno il loro unico business. Invece, a sorpresa, il Governo ha rimescolato le carte e ha infilato tutte le attività di commercio di preziosi – non solo i compro-oro, nella nuova disciplina. Così, di fatto, congela il mercato dell’usato”, sottolinea il presidente dei gioiellieri toscani.

“Stupisce la fretta con cui il decreto è stato approvato. L’oro è un bene rifugio importante per gli italiani. Che qualcuno abbia interesse a metterci le mani monopolizzando il mercato? E poi, siamo sicuri che questo servirà davvero a stroncare ogni fenomeno illegale?”, si domanda Duranti. Dal 5 luglio, in sintesi, se un gioielliere desidera continuare a fornire ai propri clienti servizi di permuta o sistemazione dei vecchi preziosi (anche solo sostituire una chiusura difettosa!) deve iscriversi ad un apposito registro degli operatori; dotarsi di un conto corrente bancario o postale dedicato a questo tipo di transazioni; identificare il cliente; quotare e descrivere l’oggetto prezioso scambiato, anche mediante documentazione fotografica; segnalare all’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) le operazioni sospette. Dovrà poi annotare l’eventuale cessione dell’oggetto a fonderie e conservare due fotografie del prezioso acquisito. Il decreto cambia anche la soglia per l’uso del contante ammesso per i preziosi usati, che si abbasserà da 1.000 a 500 euro.

“Completa l’intervento legislativo un impianto sanzionatorio assolutamente sproporzionato, che prevede, fra l’altro, una multa da 2.000 a 10.000 euro e la reclusione da sei mesi a quattro anni per l’esercizio abusivo dell’attività di compro oro senza iscrizione al Registro nazionale; una sanzione da 1.000 a 10.000 euro per l’omessa identificazione del cliente e una sanzione da 5.000 a 50.000 euro per l’omessa segnalazione di operazione sospetta”, aggiunge Duranti. Al danno, si aggiunge la beffa: “la norma ad oggi è confusa e incompleta e, anche a voler essere in regola, sarà difficile farlo senza decreti attuativi.

Per noi sarebbe molto più facile e sensato chiudere con l’usato, ma priveremmo i nostri clienti di un servizio importante”, dice il presidente della Federpreziosi Confcommercio toscana. “E intanto, chi fa traffici illegali con l’usato può continuare a prosperare nelle zone d’ombra”.

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