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lunedì 26 settembre 2016

Attualità martedì 01 marzo 2016 ore 19:06

Che ruolo ha la donna nella Giostra del Saracino?

Un gruppo di studentesse di Scienze dell’educazione ha svolto una ricerca sui ruoli e le attività delle donne all’interno della Giostra del Saracino

AREZZO — “Giostra del Saracino: una questione di genere” è il titolo del loro lavoro, coordinato da Loretta Fabbri, docente di Didattica dei processi educativi e formativi e direttrice del Dipartimento, che è stato presentato oggi al campus del Pionta nell’ambito delle iniziative promosse per la Giornata internazionale della Donna.

Le donne del Saracino hanno sempre avuto un ruolo da protagoniste nei quartieri e non solo dietro le quinte, la professoressa Fabbri ha spiegato: “Il Saracino è una manifestazione sempre più importante, i quartieri sono luoghi di aggregazione dei giovani, dove si apprendono significati, pratiche e forme di convivenza sociale. La partecipazione delle donne rappresenta un’occasione di crescita e di emancipazione dei quartieri e della manifestazione. La ricerca svolta dalle studentesse universitarie pone delle questioni e chiede alla città di discuterne e condividere possibili soluzioni”.

Le studentesse universitarie hanno intervistato veterani e giovani, rettori e capitani dei quattro quartieri e i presidenti dei comitati giovanili, il gruppo sbandieratori, i musici, il maestro d’armi e l’araldo, molti dei quali hanno partecipato alla presentazione di oggi coordinata dalla rappresentante degli studenti Valentina Fazzuoli.

“L’idea di una ricerca sulla Giostra del Saracino è nata dal nostro interesse per una manifestazione a cui teniamo particolarmente – hanno detto Alessia Mazzierli, Ilaria Tonioni, Letizia Giani, Marta Casini, Sofia Sandroni che hanno condotto la ricerca - . Siamo quartieriste, viviamo dentro i quartieri e siamo studentesse universitarie. Abbiamo quindi proposto questo tema per una ricerca sul campo all’interno dell’insegnamento di Didattica dei processi educativi e formativi, tenuto dalla professoressa Loretta Fabbri. La ricerca è stato lo strumento per capire le potenzialità e le criticità della “organizzazione Saracino” rispetto al ruolo che hanno le donne nella gestione e nella governance della manifestazione. Crediamo che al riguardo molto sia stato fatto, le nuove generazioni infatti vedono le donne come componenti attive e partecipanti. A nostro avviso era necessario andare oltre le opinioni e fare un'indagine rigorosa e oggettiva, capire chi fa cosa, come e soprattutto condividere con i quartieri linee di sviluppo che consentano a questa grande manifestazione di migliorare e accogliere i significati di cui le nuove generazioni sono portatrici. I dati confermano la vitalità dell’evento che nel tempo si sta attualizzando: la presenza delle donne in alcuni organi direttivi e comitati giovanili è un indicatore positivo”.

Dalla ricerca è emerso che i ruoli della donna sono ancora determinati: solo in due quartieri sono presenti due donne all'interno del consiglio direttivo. In genere emerge una fotografia dove le donne si occupano prevalentemente di cucina, pulizie, attività ricreative e di beneficenza, mentre gli uomini hanno ruoli direttivi, si occupano di cene e manifestazioni, gestione delle scuderie, ricerca di ‘forza lavoro’.

Inoltre le giovani ricercatrici spiegano: “I giovani intervistati sono disponibili ad andare oltre il significato storico e ad aprire gli organi direttivi alla partecipazione femminile. L’eredità storica, culturale e antropologica, che vedeva le donne nel mondo dei cavalieri e dei tornei medievali solo come spettatrici e mai come protagoniste, può essere reinterpretata. Quello che vogliamo sottolineare – hanno concluso le studentesse - è che sappiamo fare molto altro. La ricerca ha come obiettivo sia quello di fotografare l’esistente sia quello di sollecitare possibili trasformazioni e può anche rappresentare un momento di apprendimento e di crescita. Parliamone. La nostra ricerca è a disposizione dei quartieri”.

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