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venerdì 20 ottobre 2017

Attualità venerdì 17 febbraio 2017 ore 12:50

Tutti i sassolini delle minoranze

Bilancio dopo un anno e mezzo di amministrazione Ghinelli. Pd: “Il sogno della destra è diventato l’incubo della città”

AREZZO — L’opposizione di centrosinistra PD - Arezzo in Comune-Popolari e i gruppi consiliari Partito Democratico e Arezzo in Comune hanno fatto il punto sul primo anno e mezzo di amministrazione Ghinelli. 

Presenti i consiglieri comunali Matteo Bracciali, Alessandro Caneschi, Donato Caporali, Luciano Ralli e Francesco Romizi.

A Matteo Bracciali è toccato introdurre la conferenza stampa: “entriamo nel 2017, terzo anno della Giunta Ghinelli, e se facciamo un'analisi dello stato dell'economia ci accorgiamo di essere in un incubo. È evidente che ci sono delle cause generali della crisi ma altrettante vanno ricercate nelle politiche del centrodestra. Nelle sfide importanti, quelle che riguardano lo sviluppo della città, l'amministrazione è assente. L'ultima questione di Arezzo Fiere e Congressi è la punta dell'iceberg, il tema del turismo è latitante, sindaco e Giunta non hanno relazione con le categorie produttive. Non è un caso che il fronte politico delle opposizioni si stia allargando, sulla base di valori comuni contro politiche xenofobe che coprono l'assenza del centrodestra di governo. Assenza che a livello culturale raggiunge l'apice, c'è un gruppo di cittadini che sta portando avanti iniziative all'insegna del digiuno e mi pare che come metafora sia perfetta”.

Francesco Romizi: “da un punto di vista politico si è palesata la vera natura di questa maggioranza, la prima in Italia di tipo 'trumpista'. È bene che i cittadini moderati, che hanno sostenuto questa amministrazione, sappiano che la giunta è contraddistinta da una linea politica di estrema destra. Basta leggere le mozioni demagogiche e populiste che ci troviamo ad affrontare in consiglio comunale. Il preludio di un'ipotetica alleanza Salvini-Meloni-resti del berlusconismo che potrebbe prendere il potere a Roma. Amministrativamente non hanno fatto che completare i progetti e appaltare quanto programmato dalla precedente amministrazione. Abbiamo un solo cantiere ad Arezzo, partito con 500 giorni di ritardo, quello dell'acquedotto vasariano. Mentre il Pionta è l'emblema del degrado pur esistendo un protocollo vincolante firmato nel 2015. Resterebbe solo da appaltare i lavori. Il parcheggio di Campo di Marte è uscito ed entrato dal piano triennale delle opere pubbliche 4 volte. L'improvvisazione al potere”.

“Le più alte figure dirigenziali dell'amministrazione, scelte da essa stessa – ha rilevato Luciano Ralli – danno le dimissioni: parlo del segretario generale e del dirigente del servizio urbanistica. Vengono meno figure chiave. Si parla molto di turismo, una scommessa fin dalla campagna elettorale. Cito le parole di Comanducci: 'ormai la città ha bisogno di una virata, non possiamo andare avanti con eventi che portano un picco di presenze e poi convivere nel resto dell'anno con il deserto'. Un'ammissione di inefficacia. Dobbiamo dunque partire da zero in un settore strategico. Non ci pare inoltre che il senso di insicurezza, in città, sia diminuito. Dalle abitazioni private si è semmai trasferito ai negozianti. Nel frattempo è servito un anno e mezzo per un nuovo comandante dei vigili, padovano. Una scelta, come altre, non proprio all'insegna dell'aretinità tanto sbandierata in campagna elettorale. I consiglieri di maggioranza stessi richiamano la Giunta a una maggiore efficacia sulla sicurezza e questo è emblematico. Siamo alla vigilia del bilancio 2017-2019, se con questo atto non saranno trovate risorse e progettualità, potremo certificare come persa questa consiliatura. Il danno per Arezzo sarà enorme”.

Alessandro Caneschi: “un anno e mezzo di Giunta e i temi sui quali era stata improntata la campagna elettorale non hanno risposta. Significativo che la Lega Nord, forza di maggioranza, insceni manifestazioni sulla sicurezza nei quartieri. Molti dipendenti comunali possono essere stati portati a votare il candidato Ghinelli ma mi pare che i soldi nelle loro tasche non siano ancora arrivati. Se oggi un cittadino aretino vuole visitare la Fortezza deve sperare di trovare un dipendente disponibile a farsi accompagnare. Non è pensabile resti chiusa come lo è dalla chiusura della mostra di Theimer. Ambiente: nessun segnale di avanzamento sulla raccolta differenziata. Non abbiamo visto un atto amministrativo sulle cave e sulla Valli Zabban, due problemi annosi e gravi per la salute dei cittadini. Avevamo lasciato risorse residue derivanti dal Piuss, potevano essere investite nella manutenzione delle strade che sono in condizioni disastrate. E a proposito di bandi, citiamo quello sulle periferie degradate: sono riusciti a far passare per vittoria una sconfitta. Il Comune di Arezzo si è infatti piazzato 35esimo in graduatoria. Sono stati finanziati 24 progetti e se il posto occupato da Arezzo verrà premiato sarà grazie a nuovi finanziamenti del governo nazionale. Il Piuss si era classificato primo”.

Donato Caporali: “nessuna strategia sui richiedenti asilo, se non quella di alzare la voce ogni tanto. Sull'ambiente abbiamo un assessore che rimanda sempre i problemi a cause nazionali poi però scompaiono alcuni tratti di pista ciclabile o le giornate sul decoro urbano; le frazioni e le periferie sono abbandonate a se stesse, i cittadini non sono coinvolti”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato per Arezzo in Comune la segretaria Flavia Pancani, Franco Dringoli e Federico Frosini: “di risposte date ne ricordiamo una, lo sportello anti-abortista alla Casa Diritta, un appendice religiosa all’interno di un servizio laico. Altrimenti, registriamo due anni di 'faremo' e 'bisogna correre ai ripari'. L'inclusione è stata esclusa, la risposta alla sicurezza sono 27 telecamere che non funzionano, l'immobilismo sui lavori pubblici è disarmante e mancano all'appello altri interventi già finanziati e che non partono, tipo il bastione del Belvedere alla Fortezza, la rotonda di Chiani e il bastione di Trento e Trieste per i quali si rimanda di anno in anno”.

Luigi Scatizzi: “i Popolari non sono rappresentati in consiglio comunale ma continuiamo nel nostro impegno di servizio per la città a prescindere dai risultati elettorali. È necessaria più che altrove una spinta delle istituzioni per arrivare a una sinergia fra i vari livelli politici ed economici. Soprattutto il primo cittadino dovrebbe attivarsi per raggiungere questo obiettivo. L'altro aspetto sul quale abbiamo registrato e denunciato carenze è la manutenzione. Non si può intervenire solo su segnalazioni puntuali, l'attenzione al territorio deve essere programmata e sistematica”.

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