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giovedì 19 ottobre 2017

Cronaca venerdì 21 aprile 2017 ore 13:43

Assalto al caveau, i malviventi puntavano all'oro

Indagini a tappeto per individuare la banda che ha tentato un supercolpo nella sede Banca Etruria. Scavo sotterraneo fino alla camera blindata

AREZZO — L'obiettivo non era denaro contante ma l'oro conservato nel caveau di Banca Etruria, centinaia di lingotti del valore di molti milioni di euro. Le indagini della polizia stanno ricostruendo passo dopo passo il tentato furto messo in atto la notte scorsa ai danni della sede centrale dell'istituto di credito. Un colpo messo a punto con molti mesi di appostamenti e studi, pianificato con estrema cura ma andato in fumo grazie ai sensori della banca che improvvisamente hanno rilevato qualcosa di anomalo attivando l'allarme.

Stando alle prime ricostruzioni i malviventi si sono calati dal ponte della Parata nel tunnel sotterraneo dove scorre il torrente Castro. Dopo aver percorso circa 800 metri, si sono trovati all'altezza del pavimento di un'area della banca situata accanto al caveau. In quel punto, probabilmente scavando per settimane, avevano aperto un varco di ampiezza sufficiente per far passare un uomo. Ma non hanno fatto in tempo a utilizzarlo: i sensori sono entrati in funzione ed è scattato l'allarme.

Presi alla sprovvista, i malviventi hanno ripercorso a ritroso il tragitto che li aveva portati fin lì e si sono dati alla fuga. Non è escluso che l'incursione di ieri notte servisse per dare gli ultimi ritocchi ai preparativi e che la banda intendesse commettere il furto vero e proprio durante il fine settimana o il ponte del 25 aprile.

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