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mercoledì 13 dicembre 2017

Lavoro mercoledì 22 novembre 2017 ore 13:51

Passaggio Etruria-Ubi, 32 lavoratori a rischio

L'allarme è stato lanciato dai segretari di Filcam Cgil e Fisascat Cisl, Marco Guadagni ed Erina Nencetti. I lavoratori sono quelli dei call center

AREZZO — Sono i dipendenti della società Memar che si occupa di gestione elettronica dei documenti, archiviazione fisica, data management che rischiano il posto di lavoro. Memar ha sedi a Bologna, Reggio Emilia, Ravenna, Roma, Casarano e Arezzo.

"In questa provincia - precisano i sindacati - ha sostanzialmente un solo cliente, Banca Etruria. Anzi: con il passaggio ad Ubi, dovremmo dire che aveva un unico cliente. La nuova proprietà ha infatti già chiarito che non intende avvalersi del servizio di call center per il quale Memar impegna 8 addetti. E a questi ha fatto pervenire una lettera di trasferimento: dal 1 dicembre dovranno lavorare nella sede di Roma".

Ma i problemi non finiranno qui. "Ubi ha disdetto gli altri contratti con Memar che erano in scadenza a fine anno. Ubi ha infatti una società che, sostanzialmente, copre gli stessi servizi. Un forte segnale d'allarme sul futuro dei lavoratori Memar è venuto in relazione al passaggio dei sistemi operativi ex Banca Etruria a quelli Ubi. Il passaggio ci sarà il 27 novembre ma nessun dipendente Memar è stato formato da Ubi per sostenere e gestire questo passaggio. Ci è sembrato un messaggio chiaro su quali siano le intenzione del management della banca".

Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno chiesto un incontro a Ubi ma non hanno ricevuto risposta. "La Direzione di Bergamo ha ripetutamente dichiarato che non ci sarebbero stati problemi occupazionali in Banca Etruria. Così non è stato. Il fatto che si parli di dipendenti Memar invece che Banca Etruria è una foglia di fico: i 32 addetti a rischio hanno sempre lavorato solo e soltanto per Banca Etruria. Chiediamo quindi - concludono Guadagni e Nencetti - che gli accordi di collaborazione passino dal vecchio al nuovo istituto e che l'occupazione sia difesa. In questo sollecitiamo il sostegno anche dei lavoratori ex Banca Etruria con i quali abbiano quotidianamente collaborato in tutti questi anni".

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