Attualità

A Oroarezzo le nuove rotte dell'export orafo

Lunedì 11 maggio il primo congresso internazionale del salone di Italian Exhibition Group, in programma dal 9 al 12 ad Arezzo Fiere e Congressi

Nuove geografie del business e rotte alternative al centro della visione di Oroarezzo, la manifestazione di Italian Exhibition Group che valorizza l’eccellenza della manifattura orafa Made in Italy. Driver strategico dell’edizione 2026, in programma ad Arezzo Fiere e Congressi dal 9 al 12 maggio, sarà il primo congresso internazionale “The Global Outlook 2026 - Mercati globali dell’oreficeria e strumenti concreti per la crescita delle imprese” di lunedì 11 maggio (16.00-18.30).Un momento di analisi e confronto sui nuovi equilibri del settore orafo-gioielliero, con focus su aree di crescita e trasformazioni della domanda: dall’accordo UE-India alle rotte commerciali verso Francia e Svizzera, dalla supply chain tra Stati Uniti e Canada fino alle opportunità del continente africano.

L’iniziativa, organizzata da IEG con Confindustria Federorafi, AFEMO, MAECI e ICE, e gli interventi di Centro Studi Confindustria, IC&Partners, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e SACE, ha l’obiettivo di offrire strumenti operativi per intercettare nuovi flussi di domanda e accompagnare le imprese nei processi di diversificazione dell’export.

Una piattaforma per le strategie di diversificazione «Continuiamo con convinzione a investire su Oroarezzo – sottolinea Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG – rafforzando una piattaforma che mette a fattor comune competenze, strumenti e visione strategica. In un contesto così complesso, è sempre più necessario costruire una risposta di sistema».

«Per il comparto orafo italiano il 2026 si sta presentando con una situazione internazionale straordinariamente complessa - spiega Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi -Associazioni ed istituzioni sono impegnate a migliorare gli strumenti per l’internazionalizzazione e per questi motivi è indispensabile conoscere quali opportunità già oggi esistano verso nuove destinazioni e come utilizzare gli strumenti pubblici per sostenere le imprese nell’approcciare i mercati sia maturi che prospect».

«Un’opportunità da non perdere» è l’invito di Giordana Giordini, presidente di Confindustria Federorafi Toscana Sud: «Arezzo è tra i distretti orafi italiani quello più esposto alle attuali turbolenze dei mercati di destinazione come Paesi del Golfo, Turchia e USA. Non possiamo pensare di sostituirli ma dobbiamo attrezzarci ancora di più per conoscere quelli ‘nuovi’ come l’Africa, assieme alle leve che SACE e ICE possono metterci a disposizione».

«Stiamo entrando in una nuova fase per l’industria orafa, in cui non sarà più sufficiente seguire i mercati: sarà necessario anticiparli», è il messaggio di Massimo Poliero, Presidente AFEMO: «Le dinamiche globali stanno ridisegnando le catene del valore, aprendo spazi inediti per chi è pronto a innovare non solo nei processi, ma anche nella visione strategica. The Global Outlook 2026 nasce con questo spirito: offrire alle imprese non semplici analisi, ma strumenti concreti per interpretare il cambiamento e trasformarlo in vantaggio competitivo. È il momento di costruire nuove rotte, esplorare mercati emergenti e ripensare il posizionamento internazionale del Made in Italy».

Ad aprire gli interventi, Ciro Rapacciuolo, Senior Economist – Congiuntura e Previsioni Centro Studi Confindustria, che delineerà la situazione attuale e le ricadute di alcuni possibili scenari sul settore orafo: «La guerra in Medio Oriente ha causato un balzo del costo dell’energia che, se si rivelasse duraturo nei prossimi mesi, alimenterebbe molto l’inflazione e farebbe salire di nuovo i tassi sul credito per le imprese italiane. La situazione può evolvere in molti modi e il monitoraggio dei dati è uno strumento fondamentale per non farsi trovare impreparati».

India e Mercosur verso la riduzione dei dazi «Le imprese italiane devono presidiare mercati in cui il Made in Italy può trovare spazio con filiera tracciabile, posizionamento chiaro, presenza commerciale strutturata e uso efficace del digitale» sono le considerazioni di Roberto Corciulo, founder e CEO di IC&Partners, introducendo i focus sugli hub orafi di Francia e Svizzera, le supply chain di USA e Canada, e gli effetti degli accordi dell’UE con India e Mercosur «L’import mondiale di oro ha superato nel 2025 gli 800 miliardi di euro, in forte crescita rispetto al 2024. Dato che conferma il rafforzamento dell’oro come bene rifugio. Scenario che accentua la pressione su costi, listini e margini delle imprese. Gli accordi UE con India e Mercosur possono aprire opportunità significative. Quello con l’India, di gennaio 2026, riduce i dazi sul 96,6% dell’export, con risparmi stimati di 4 miliardi annui. Sul fronte Mercosur, l’accordo eliminerà i dazi su oltre il 91% dei beni europei esportati nell’area e l’Interim Trade Agreement si applicherà in via provvisoria dal 1° maggio 2026 tra l’UE e i Paesi che avranno completato le procedure necessarie».

Africa, un mercato da scoprire A cura di Patrizia Mauro, Direttore Generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo, l’outlook sulle prospettive che offre il continente africano. «Grazie alla combinazione tra aumento della ricchezza privata e tradizionale preferenza per oro e preziosi, diversi Paesi africani sono sempre più attrattivi per gli operatori italiani della filiera dell’oreficeria e tra le regioni a più alta crescita nei prossimi anni. Il Sudafrica resta tra i principali mercati di sbocco, ma il settore è in espansione anche in Africa Occidentale e Nord Africa. Bisogna cominciare oggi a creare partenariati e a conoscere le opportunità in loco con una visione di lungo periodo per aree di sbocco destinate a crescere».

Strumenti finanziari a disposizione delle aziende «In una fase caratterizzata da forte volatilità dei mercati e crescente complessità geopolitica – conclude Fabio Colombo, Manager Centre Italy Sales PMI SACE - il settore orafo italiano è chiamato a rafforzare la propria capacità di adattamento e di diversificazione internazionale. In questo contesto, SACE si conferma al fianco delle imprese come partner strategico, offrendo soluzioni assicurativo-finanziarie per proteggere l’export, facilitare l’accesso al credito e sostenere nuovi investimenti, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività sui mercati esteri e accompagnarle nella crescita sui mercati emergenti e meno tradizionali».