Politica

Beppe Angiolini rinuncia alla corsa a sindaco

“Voglio bene ad Arezzo e da imprenditore continuerò ad appoggiare progetti credibili e concreti di sviluppo economico ed estetico della Città”

Sono passati pochi giorni da quando Beppe Angiolini aveva annunciato la volontà a presentare la propria candidatura a sindaco di Arezzo. Una presentazione fatta nel cuore della città in piazza grande. Entusiasmo e attestati di stima, una candidatura spontanea per mettersi al servizio di Arezzo.

“Un gesto nato con slancio e generosità rischia di essere trascinato dentro polemiche, sospetti e letture che non mi appartengono”. Sono le parole di Angiolini che attraverso una lettera agli aretini spiega perché ha maturato la decisione di non proseguire in questo impegno.

“Cari Aretini,

sento il bisogno di rivolgermi ancora una volta a voi, con sincerità e con rispetto, come credo si debba fare quando ci si mette in gioco per la propria città.

La mia disponibilità era nata in modo semplice, pulito, spontaneo.

Nasceva dall’amore per Arezzo, dal desiderio di restituire qualcosa a una città che mi ha dato tanto, e dall’idea che fosse possibile costruire insieme un progetto civico vero, aperto, libero, capace di unire e non di dividere.

Non c’era in me alcun calcolo, alcuna ambizione personale, alcuna ricerca di ruolo. C’era solo la volontà di dare un contributo, con serietà, passione e buona fede. Per questo devo dire che mi ha colpito, e umanamente ferito, vedere che questo spirito non sempre sia stato compreso, e che in alcuni casi sia stato letto in modo distorto, quasi opposto rispetto alle intenzioni con cui era nato.

Chi mi conosce sa bene che non appartengo ai giochi di palazzo, alle manovre, alle convenienze.

Con chi mi ha aiutato, ho pensato a questa possibilità solo perché credevo che Arezzo meritasse un progetto alto, nuovo, credibile, costruito da persone pronte a dare, non a prendere.

Devo però constatare che un gesto nato con slancio e generosità rischia di essere trascinato dentro polemiche, sospetti e letture che non mi appartengono.

Per questo ho maturato la decisione di non proseguire in questo impegno.

Lo faccio con dispiacere, perché l’entusiasmo era sincero. Ma lo faccio anche con serenità, perché so quali erano le mie intenzioni e so di aver pensato solo al bene di Arezzo.

Tornerò quindi a dedicarmi pienamente al mio lavoro, alla mia attività imprenditoriale, continuando però ad amare questa città come ho sempre fatto. E continuerò a sperare che Arezzo possa trovare sempre più occasioni di crescita, bellezza, serietà e visione.

Voglio ringraziare davvero, uno per uno, tutti coloro che mi hanno scritto, incoraggiato, sostenuto, spronato, e che hanno creduto nella bontà di questa idea. Il vostro affetto mi ha toccato profondamente e non lo dimenticherò.

Arezzo merita amore vero, energie pulite e persone animate da spirito di servizio.

Io continuerò, nel mio modo, a volerle bene e appoggerò progetti credibili e concreti di sviluppo economico ed estetico della Città”