Attualità

​Case popolari: più risorse per il territorio

Il “Piano Casa” e la “Misura 7” permetterebbero di fare affidamento su oltre quindici milioni di euro per il territorio di Arezzo

Importanti novità in arrivo per il patrimonio di edilizia residenziale pubblica della provincia di Arezzo. Arezzo Casa Spa guarda con particolare fiducia agli sviluppi riguardanti due provvedimenti governativi, il “Piano Casa” da 950 milioni di euro e la cosiddetta “Misura 7” del PNRR per l’efficientamento energetico, che permetterebbero di fare affidamento a livello locale su oltre quindici milioni di euro di investimenti e di ottenere risorse per la ristrutturazione e la riqualificazione di più di trenta alloggi da risultare, a oggi inutilizzati, da destinare a cittadini e famiglie in difficoltà entro il 2027. «In un momento così grave per l’edilizia residenziale pubblica e per le politiche dell’abitare in genere - commenta il presidente Lorenzo Roggi, - sottolineiamo il positivo impegno da parte del Governo italiano a intervenire sul tema. Si tratta di misure concrete di sostegno anche attraverso la previsione di una sorta di 110 dedicato alle case popolari che affianca gli investimenti pubblici alla partecipazione di capitali privati».

I provvedimenti governativi garantirebbero rilevanti vantaggi a livello locale. La cosiddetta “Misura 7” del PNRR dedicata all’efficientamento energetico e strutturale delle case popolari permetterebbe, ad esempio, di attivare miglioramenti significativi sul patrimonio in gestione ad Arezzo Casa per oltre quindici milioni di euro: il meccanismo di partenariato tra pubblico e privato previsto dal piano, infatti, rappresenterebbe una leva fondamentale per realizzare importanti interventi straordinari senza gravare direttamente sui bilanci dell’ente. Il Piano Casa, all’attenzione del Consiglio dei Ministri in questi giorni, permetterebbe inoltre di risultare più di trenta alloggi oggi non utilizzabili nel territorio provinciale, con una prospettiva che sicuramente non risolverebbe il problema abitativo ma aumenterebbe l’offerta di abitazioni disponibili e ridurrebbe le liste di attesa. L’auspicio di Arezzo Casa è, dunque, di cogliere a livello nazionale le potenzialità di questa manovra senza indugi e ulteriori perdite di tempo. «Si tratta di un percorso considerato strategico da molti enti che operano nel settore dell’edilizia pubblica - continua Roggi. - In un contesto in cui la domanda di casa continua a crescere e il profilo socio-economico degli assegnatari si sta progressivamente impoverendo, strumenti di questo tipo diventano fondamentali per garantire standard abitativi adeguati».

La possibilità di fare affidamento su questi fondi diventa, per Arezzo Casa, particolarmente strategica per affrontare una situazione complessa a causa della scarsità di finanziamenti strutturali. Per il 2026, ad esempio, le risorse previste dalla Regione Toscana per il recupero degli alloggi di risulta ammontano a circa 600.000 euro, a fronte di un fabbisogno reale di almeno 1.200.000 euro, inoltre mancheranno altri due milioni di euro per coprire gli interventi essenziali di manutenzione ordinaria e straordinaria. Al momento, infatti, risultano assenti altre forme di finanziamenti straordinari statali, regionali o comunali dedicati al settore. «In questo scenario - conclude Roggi, - strumenti come il Piano Casa e le misure del PNRR rappresenterebbero una leva decisiva per sostenere il lavoro di enti come Arezzo Casa, consentendo di intervenire sulla qualità del patrimonio abitativo, migliorare l’efficienza energetica degli edifici e ampliare la disponibilità di alloggi destinati alle fasce più fragili della popolazione. Il decreto risponde a una sfida ormai evidente: garantire il diritto alla casa e rendere più sostenibile e moderno il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Per territori come quello aretino, l’attuazione di queste misure rappresenterebbe un passaggio importante per affrontare con maggiore efficacia le nuove esigenze dell’abitare e per assicurare risposte concrete alle famiglie che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà».