L'intelligenza artificiale potrebbe diventare una minaccia per l’umanità? Potremmo perderne il controllo? E cosa accadrebbe se una macchina diventasse più intelligente dell’uomo? Se fino a non molto tempo fa queste domande potevano sembrare materia da film di fantascienza, oggi si impongono nel dibattito scientifico e dell'opinione pubblica.
Ne sono un esempio le dichiarazioni di alcuni ricercatori fuoriusciti da Anthropic, azienda statunitense di intelligenza artificiale, tra le più avanzate in questo campo, che hanno portato l'attenzione sui possibili rischi connessi allo sviluppo di sistemi sempre più potenti.
Questioni già affrontate nel libro intervista "ChatGpt ha detto..." del giornalista aretino Gianluca Baccani, pubblicato nel Settembre 2025.
Nel libro-intervista edito da I libri di Mompracem nella collana I sassi, l'autore ha posto direttamente a ChatGpt una lunga serie di domande sul futuro dell'intelligenza artificiale.
"Il libro - spiega l'autore- nasce da un'esperienza iniziata nel 2023 e sviluppa un esperimento narrativo e divulgativo insolito: chiedere all'intelligenza artificiale di parlare di se stessa. Non soltanto delle sue capacità, ma anche dei suoi limiti, dei rischi che potrebbe comportare, della possibilità di sviluppare forme di autonomia, del rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana e dello scenario, tutt'altro che fantascientifico, di una tecnologia che potrebbe diventare progressivamente più potente e difficile da controllare".
"Quando abbiamo iniziato quell'intervista, molte di queste domande potevano sembrare ancora lontane - osserva l'autore - Oggi, invece, vengono poste pubblicamente dagli stessi ricercatori che lavorano nei laboratori più avanzati del mondo. Per questo credo che valga la pena tornare a leggere quel dialogo: non perché un libro possa prevedere il futuro, ma perché può aiutare a capire quali sono le domande che dovremmo porci prima per capire di più".