Cultura

Il gioiello di Alberto Zorzi al Museo Orodautore

​Da venerdì 17 aprile al 1 novembre al Museo Orodautore, unicum dedicato al gioiello contemporaneo, nel prestigioso Palazzo della Fraternità

I gioielli d’artista di Alberto Zorzi, maestro orafo di rilievo internazionale, saranno protagonisti della mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli, ornamenti e microsculture, che, dal 1970, raccoglie gli ultimi decenni di sperimentazione firmati da grandi designer e artisti, situato nel prestigioso Palazzo della Fraternità in Piazza Grande ad Arezzo.

Nei nuovi spazi espositivi de il Salone del Torri (entrata da via Vasari 3), sarà in esposizione l’antologica delle creazioni dell’artista veneto, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto, tra gli esponenti più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea, vincitore di molti premi e riconoscimenti a livello mondiale. La mostra, dal titolo “Alberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista”, a cura di Giuliano Centrodi, curatore scientifico del Museo Orodautore, si inaugurerà venerdì 17 aprile alle ore 18.00, e sarà in esposizione fino al 1 novembre, con orario dal venerdì alla domenica, dalle ore 11:00 alle ore 19:00 (https://www.orodautore.org/).

Sarà possibile ammirare le opere più recenti dell’artista, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra queste, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana, che può essere collegato anche ai plastici che dal Trecento si trovano in dipinti e sculture di santi in atto di mostrare la loro città alla tutela divina. La spilla rappresenta la città nella sua pianta pentagonale, è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano le spille “Structura” in oro e tormaline e i gioielli “Scrittura” con superfici dalle lamine a basso rilievi che rimandano allo “stiacciato” donatelliano.

In partnership con la nota azienda Greggio Argenti 1948, si segnalano anche i due recenti progetti Pitagora e Fellini con sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. Le due collezioni propongono vasi e candelabri, nelle forme quadrangolari, triangolari, semicircolari, vassoi circolari e ovali, caraffe e vasi ellittici e traslati; il centrotavola ‘E la nave va’, ad esempio, a forma di barca con la presa a modello di corno, sembra voler ricordare il famoso rinoceronte, ormai divenuto l’icona del film di Fellini.

Zorzi (Padova, 1958) è in costante ricerca e indagine estetica. Fonde materiali e pietre preziose che rendono le sue opere vere e proprie sculture di design da indossare e da usare quotidianamente. Sarà possibile ammirare una selezione di lavori storici e recenti del maestro. L’artista lavora i più svariati materiali – dall’oro al platino, dall’argento al rame, all’acciaio, all’ebano, ai quarzi – usa il colore e pietre particolari, da lui stesso disegnate, spesso anche tagliate e preparate direttamente, crea sempre invenzioni nuove sia riguardo alla materia che alla struttura, per lo più di tipo geometrico sulle quali può effettuare aperture e incisioni. Il gioiello per lui è valorizzato e inteso soprattutto come oggetto plastico che sia al contempo scultura, pittura, creazione artistica.

Afferma il curatore Giuliano Centrodi: “Dopo l’esposizione pensata per omaggiare Vasari, per inaugurare il calendario di mostre d’artista qui al nostro museo Orodautore abbiamo pensato subito ad Alberto Zorzi, protagonista indiscusso dell’arte del gioiello, tra i maggiori esponenti della Scuola di Padova. Con Arezzo ha sempre avuto un grande legame, ed è stato invitato quattro volte alle rassegne dell’Orodautore. Ad esempio "... mi posi all'orefice. Omaggio a Vasari”, il gioiello da lui progettato e realizzato è una scultura da indossare ed è il risultato di una invenzione plastica, una visione dall'alto di Arezzo racchiusa nella pianta pentagonale con,nella parte superiore Piazza Grande nella sua forma trapezoidale delimitata dalle Logge Vasariane fantasticamente pensate in doppia fila. Oltre alle logge si stende l'altra parte della città dove si riconoscono una porta e i campanili della Pieve e del Duomo in una sintesi di mirate e studiate proporzioni.. Zorzi nel nuovo secolo ha cercato di limitare le parti lucide nelle sue creazioni, ogni elemento, anche il più minuto deve essere coinvolto nella sua ricerca della preziosità, ne è la dimostrazione questo importante gioiello dove troviamo le superfici sabbiate, graffiate, smerigliate, incise a effetto seta, cesellate a granitura o texturate con utensili, strumenti e mezzi creati appositamente per avere sempre risultati nuovi ed originali frutto di una costante sperimentazione. La base del gioiello su cui poggiano gli elementi saldati è tutta finemente cesellata a granitura, tecnica che Gentile da Fabriano adottava nelle sue tavole a fondo oro, conosciuta anche da Cennino Cennini e Benvenuto Cellini che, parlandone nei loro trattati, la associano alla camosciatura”.

Docente di progettazione orafa e di design del gioiello per decenni, Zorzi ha formato generazioni di artisti tra Padova, Firenze, Ravenna e Venezia. Le sue opere presenti nelle collezioni di istituzioni come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée des Arts décoratifs di Parigi, il Museum of Art & Design di New York, il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze e il LACMA di Los Angeles, raccontano un percorso coerente e rigoroso, fondato sul dialogo tra gesto e idea, forma e concetto.

“È per me motivo di gioia portare le mie creazioni in mostra proprio nella città dell’oro, nel Museo Orodautore dove sono presenti tanti artisti importanti. Lavoro dal 1980 in questo campo, e con Arezzo ho un forte legame sin dalla nascita di questo prezioso museo. - dichiara l’artista Alberto Zorzi - Ritengo che questa iniziativa sia molto utile anche per chi lavora in questo campo, per osservare la grande evoluzione nel campo del gioiello e oreficeria, che sta dando forma a linguaggi completamente nuovi”, conclude.