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Il vaccino come arma contro il cancro

De Sanctis: «La vaccinazione è un' arma estremamente efficace che abbiamo a disposizione per sconfiggere il cancro al collo dell’utero ma non solo»

Aumentare la consapevolezza sull’HPV e sulle infezioni e tumori ad esso correlati, puntando sull’importanza della prevenzione attraverso vaccinazione e screening. È questo l’obiettivo della Giornata internazionale dedicata alla prevenzione dell’infezione da Papillomavirus umano (HPV), promossa a livello globale dalla International Papillomavirus Society (IPVS) che si celebra il 4 marzo.


La vaccinazione contro l’HPV, somministrata preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale, riduce drasticamente il rischio di sviluppare il tumore mentre lo screening periodico consente di identificare e trattare tempestivamente eventuali lesioni precancerose, migliorando la prognosi.

«Il papilloma virus non è un unico virus – spiega la dr.ssa Elena De Sanctis, responsabile delle Rete vaccinazioni della ASL Toscana sudest - ma comprende oltre 120 diverse tipologie (sierotipi o ceppi), alcune delle quali considerate a "basso rischio" poiché non si associano in genere allo sviluppo di un tumore, e altre definite "ad alto rischio" poiché potenziali fattori di insorgenza del cancro. Mentre le varianti HPV 6 e HPV 11 sono due delle più frequenti tipologie a basso rischio, responsabili della formazione di verruche e condilomi genitali, le varianti HPV 16 e 18 sono i più comuni ceppi ad alto rischio, causando circa il 70% dei tumori della cervice uterina (una forma di cancro che colpisce il collo dell’utero) e la maggior parte degli altri tumori legati all'infezione».

L’HPV è responsabile della totalità dei tumori della cervice uterina, di circa il 90% dei tumori dell’ano, del 70% dei tumori della vagina, del 50% dei tumori del pene e del 40% dei tumori della vulva. L’Hpv risulta inoltre responsabile del 26% dei tumori dell’orofaringe (inclusi i tumori delle tonsille e della base della lingua).

«Il virus ha un'alta contagiosità - spiega la dott.ssa Elena De Sanctis – Si trasmette prevalentemente per contatto sessuale e l'uso del preservativo riduce solo parzialmente il rischio di trasmissione. È, inoltre, molto frequente la presenza di portatori sani cioè di uomini e donne che non presentano manifestazioni evidenti dell'infezione ma che sono in grado di trasmetterla».

«Oggi abbiamo a disposizione un'arma estremamente efficace rappresentata da un vaccino specifico contro 9 sierotipi del virus, capace di prevenire la quasi totalità delle infezioni e dei tumori ad esse correlati – prosegue De Sanctis - In Toscana il vaccino è offerto gratuitamente a tutta la popolazione femminile e maschile al compimento degli 11 anni. È infatti dimostrato che in questa fascia di età il beneficio è massimo, sia perchè la vaccinazione eseguita prima dell'inizio dei rapporti sessuali induce un'efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, sia perché la risposta del sistema immunitario in questa fascia di età è maggiore».

«Nel 2025 – aggiunge De Sanctis - le coperture vaccinali raggiunte nella
popolazione adolescente sono state le più alte in Toscana toccando il 84,89% per le femmine e il 76,85% per i maschi. Chi non avesse aderito alla vaccinazione nel corso del dodicesimo anno di vita potrà comunque accedervi successivamente e potrà farlo in forma gratuita entro il compimento dei 30 anni per le donne ed entro il compimento dei 18 anni per gli uomini».

Il vaccino è disponibile gratuitamente, inoltre, per alcune categorie a rischio di qualunque età quali: persone con infezione da HIV, soggetti trattati per lesioni HPV correlate (riduce significativamente il rischio di recidiva), soggetti immunodepressi. Alle donne vaccinate resta comunque raccomandato di aderire allo screening per cervicocarcinoma per evidenziare precocemente eventuali infezioni da ceppi virali non contenuti nel vaccino.