In quella ditta orafa si registravano ammanchi a ripetizione e i video della sorveglianza interna hanno rivelato perché: uno dei dipendenti trafugava monili e metalli preziosi durante il suo turno di lavoro. E' scattata dunque l'indagine della questura, al culmine della quale il personale della squadra mobile di Arezzo ha arrestato il lavoratore infedele per furto pluriaggravato dalla destrezza, dall’ingente quantità e dal rapporto di subordinazione.
Ingente quantità, sì, perché solo quando è stato sorpreso all'uscita dall'azienda aveva addosso due chili d'argento in grani. L'ipotesi è che l'uomo, classe 1985, portasse a casa i preziosi sottratti dai banconi del laboratorio per poi ricettarli.
Sono stati i titolari della ditta a sporgere denuncia dando il via all'attività investigativa e al conseguente esame dei filmati catturati dalle telecamere di videosorveglianza in cui l'indagato sarebbe stato chiaramente riconoscibile.
Quindi i servizi mirati che ieri, dopo l'ultima ruberia immortalata dai video, hanno portato all'arresto. L'uomo è stato collocato ai domiciliari.
Oltre ai due chili trovati già ai cancelli della ditta, la perquisizione a casa ha portato a scovare nascosti in più punti altri monili in argento e altri due chili di grani di argento puro per la lavorazione, di proprietà dell’azienda e oggetto di precedenti furti, oltre a diverse migliaia di euro. I preziosi sequestrati avevano un valore di mercato stimato in 4.450 euro.