Una tecnica innovativa per la ricostruzione protesica del seno in grado di offrire risultati estetici eccellenti e complicanze bassissime nelle donne sottoposte ad intervento per l’asportazione di un tumore.
È quella che viene impiegata all’ospedale di Arezzo dalla dottoressa Diletta Maria Pierazzi, medico specialista in chirurgia plastica ricostruttiva della Breast Unit dell’ospedale aretino. Una tecnica che stamani ha portato nelle sale operatorie del San Donato nove medici chirurghi provenienti da alcune Breast Unit dell’Emilia Romagna e della Toscana per apprendere la tecnica utilizzata ad Arezzo.
«Questa tecnica ricostruttiva innovativa, che prevede l’utilizzo di una protesi e di una matrice biologica, permette di effettuare la ricostruzione del seno senza toccare il muscolo pettorale ed è eseguita contestualmente all’intervento di mastectomia – spiega la dottoressa Diletta Maria Pierazzi, medico chirurgo specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva Asl Tse – Ma è bene precisare che non è adatta a tutte le nostre pazienti. È idonea per un seno che presenta determinate caratteristiche anche se non è l’unica variabile da tenere di conto nella scelta di questa tecnica ricostruttiva il cui impiego deve essere valutato di volta in volta dall’equipe medica. I vantaggi che si ottengono nella ricostruzione a lungo termine con questo tipo di tecnica sono importanti e permettono di ottenere un risultato estetico eccellente e la riduzione delle complicanze sia sotto il profilo funzionale che per quanto riguarda il dolore».
«Nella ricostruzione del seno, a seguito di intervento di mastectomia, affinchè una tecnica sia vincente è fondamentale il planning e la sintonia con il chirurgo senologico e lo è ancora di più nel caso di questa tecnica innovativa – aggiunge la dottoressa Pierazzi -. La collaborazione con la dottoressa Ulpjana Gjondedaj, direttrice UOSD Chirurgia Senologica dell’Ospedale San Donato, infatti è molto stretta: lei si occupa di asportare il tumore e contestualmente alla rimozione si procede con la ricostruzione del seno senza l’introduzione di espansori come avveniva in passato. Questa nuova tecnica è stata impiegata soltanto su una parte delle donne operate per primi casi di tumore».
Nel 2025 ad Arezzo la Breast Unit ha effettuato 240 interventi chirurgici su primi casi di tumore ai quali si sommano quelli per asportazione di lesioni benigne e di recidive tumorali.
«Questo tipo di ricostruzione non è l’unica che effettuiamo al San Donato – spiega la dottoressa Pierazzi – Esistono diversi tipi di ricostruzione protesica così come di protesi utilizzate. La scelta di una tecnica e di un tipo di protesi viene fatta sulla base delle caratteristiche anatomiche della paziente che abbiamo di fronte e del tipo di intervento demolitivo effettuato per asportare il tumore. Queste due variabili sono imprescindibili per scegliere il tipo di intervento ricostruttivo più adeguato alla paziente».
«Il lavoro di equipe è importante: affiatamento e collaborazione fra chirurgo senologico e chirurgo plastico ricostruttivo sono fondamentali per l’ottenimento dei migliori risultati – aggiunge la dottoressa Pierazzi – L’aspetto estetico è fondamentale per una donna e anche questo fa parte della cura perché aiuta la paziente a sentirsi bene con sé stessa. È importante parlare con la paziente prima dell’intervento, al di là della tecnica ricostruttiva utilizzata, per conoscere i desidere i desideri e capire prima dell’ingresso in sala operatoria cosa si aspetta».
La tecnica innovativa impiegata ad Arezzo, da agosto 2025 è stata introdotta dalla dottoressa Pierazzi anche all’ospedale di Grosseto dove opera all’interno della Breast Unit del Misericordia.