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venerdì 26 agosto 2016

Attualità sabato 06 febbraio 2016 ore 19:07

Etruria, per il M5S il dissesto si poteva evitare

Chiara Gagnarli M5S

M5S ha depositato un’interrogazione che prende spunto dalla memoria di Vincenzo Lacroce, presidente dell’Associazione Amici di Banca Etruria

AREZZO — “Aumentano le testimonianze che certificano, dati alla mano, quello che sospettiamo da sempre. Lo stato di insolvenza e la conseguente risoluzione delle quattro banche sono stati in qualche modo indotti furbescamente” - è quanto denunciano i deputati del M5S prendendo spunto dalla memoria di Vincenzo Lacroce, presidente dell’Associazione Amici di Banca Etruria, presentata in vista della discussione in tribunale sul ricorso del commissario Giuseppe Santoni circa lo stato di insolvenza dell’istituto.

“Nel ricorso di Santoni - spiega Pesco, citando Lacroce - al 30 settembre 2015 si conteggiavano per Etruria perdite pari a 587 milioni, che però erano ampiamente coperte dal patrimonio. La svalutazione a tavolino effettuata in occasione della risoluzione ha generato ulteriori 580 milioni di buco. E da qui deriva il crac complessivo da 1,16 miliardi”.

La deputata Chiara Gagnarli aggiunge: “Lacroce ha spiegato che si poteva ridurre il valore delle azioni senza azzerarle, concedere ai soci dei warrant per un nuovo aumento di capitale di 200 milioni e si potevano convertire le obbligazioni subordinate in azioni per l’intero valore di 252 milioni. Si sarebbe così avuto un capitale di 452 milioni di euro superiore persino a quello della new bank. Che dire poi della riduzione delle sofferenze al 17%? La vendita, pochi giorni prima il decreto del 22 novembre, di crediti deteriorati per 302 milioni al Credito fondiario fruttò oltre il 34%. Dismettendo altre tranche e giovandosi del recupero fiscale, si sarebbe potuto evitare il dissesto. Invece Etruria è andata incontro alla cancellazione improvvisa di 400 milioni di attivi patrimoniali”.

“Governo e Banca d’Italia devono fare piena luce e garantire totale trasparenza su questi dati. Abbiamo l’impressione che il crac sia stato provocato a tavolino dal fondo di risoluzione. Una impressione che finora nessuno ha provato a smentire”. - conclude la Gagnarli.

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