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martedì 19 giugno 2018

Cronaca venerdì 08 giugno 2018 ore 11:49

Agli arresti innocente per colpa di un'app

Tre anni di calvario per un ragazzino finito in comunità con l'accusa di stalking. Contro di lui prove false fabbricate con un'app sul cellulare



AREZZO — Un calvario che si è concluso con il proscioglimento da ogni accusa del ragazzo finito al centro della vicenda suo malgrado. La storia riportata dal quotidiano 'La Nazione' è quella di Alessandro Valentino che tre anni fa, sedicenne, è finito in una comunità di recupero a Perugia per tre mesi e poi in 'permanenza forzata' in casa dopo essere stato accusato di stalking insieme ad altri dieci giovani da una ragazza che si è anche inventata uno stupro. Di quest'ultimo reato sono stati accusati l'ex fidanzato e un ragazzo più grande, ora entrambi assolti. 

La giovane, attraverso un'app che permette di falsificare le schermate del telefono, aveva fatto credere che il ragazzo finito in comunità insieme agli altri dieci l'avessero tempestata di messaggi intimidatori sui social network per costringerla a non parlare della violenza sessuale. In realtà quei messaggi non erano mai stati inviati. 

Le indagini, alla fine,  hanno portato a capire che l'intera vicenda era stata inventata, forse proprio per attirare l'attenzione di un ex fidanzato che con la ragazzina non voleva più avere niente a che fare. 

Ora il ragazzo arrestato da innocente ha avviato tramite il proprio legale la richiesta di risarcimento.



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