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venerdì 22 settembre 2017

Attualità venerdì 08 settembre 2017 ore 14:04

Il benvenuto a Renzi delle vittime del salvabanche

Domenica prossima il segretario del Pd parteciperà alla festa dell'Unità e le vittime del decreto hanno tappezzato la città di striscioni di protesta

AREZZO — Lottano da anni, ormai, per recuperare i loro risparmi cancellati dal decreto salvabanche del governo di Matteo Renzi. E visto che i rappresentanti locali del Pd hanno annunciato per domenica 10 settembre la partecipazione del segretario dem alla Festa dell'Unità per presentare il suo ultimo libro Avanti, le vittime del salvabanche si stanno "organizzando per l'accoglienza". Intanto la notte scorsa la città è stata tappezzata di striscioni che, precisa l'associazione in una nota, "ricordano chi ha deciso riguardo all'azzeramento di tanti risparmiatori". Tutti correntisti di Banca Etruria, Banca della Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti.

"La faccia tosta con la quale Renzi viene ad Arezzo, alla festa dell'Unità per presentare il suo libro, ci fa comprendere la presunzione e la sfacciataggine di un partito, quello del Pd, lontano ormai anni luce dalla gente e dai loro problemi - si legge ancora nel comunicato delle vittime del salvabanche - Renzi recentemente alla festa dell'Unità di Bologna, dove ha risposto nella maniera più arrogante all'ennesima risparmiatrice depredata dal suo decreto, si è vantato di non aver nessun rapporto con le banche, solo due mutui. Bene allora si informi meglio, ma noi riteniamo che lo sappia benissimo,  su come vengono amministrati certi istituti di credito, prima di prendere misure a loro favore e a discapito di onesti cittadini".

"Qualche giorno fa la Consob ha sanzionato ex amministratori, sindaci e dipendenti di Banca Popolare Etruria per aver venduto obbligazioni nascondendo la corretta raffigurazione della situazione patrimoniale e finanziaria della banca per un totale di 2 milioni e 760mila euro - prosegue ancora la nota - Fra i soggetti multati c'è anche Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena, ex vicepresidente della popolare salvata dal governo a fine 2015 assieme ad altri tre istituti con un‘operazione costata oltre 5 miliardi di euro".

"Invece in questi anni nessun ripensamento su quello scellerato decreto, tutt'ora incomprensibile oltre che profondamente ingiusto, che ha contribuito ad impoverire un intero Paese - scrivono ancora le vittime del salvabanche - Mai nessuna ammissione di colpa, mai nessuna marcia indietro ma, ancor peggio, nessun intento di cambiare seriamente questo meccanismo perverso che privilegia dei veri e propri delinquenti che amministrano le banche come fossero patrimoni personali. Mai nessun serio provvedimento per far chiarezza sull'operato di Banca d'Italia, o sull'inasprimento delle pene contro i reati bancari. Anzi, lo svolgersi delle inchieste non lascia presupporre nulla di buono), niente di tutto questo. Oggi il Pd ha un segretario che va in tour a presentare un libro distante anni luce dai cittadini".

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