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Attualità lunedì 18 luglio 2016 ore 14:10

"Verso il default di molte Province"

DL Enti Locali: allarme Rsu della Provincia di Arezzo: "Le decisioni della finanza pubblica ricadono sui dipendenti, che pagano gli errori di altri"



AREZZO — Il DL Enti Locali è in discussione in questi giorni in Parlamento. Alcune decisioni contenute nel documento, preoccupano la Rsu della Provincia di Arezzo, che richiama l'attenzione dei cittadini e dei politici sulle conseguenze di certe scelte.

"Con il DL Enti Locali, il Governo con le sue assurde ed incoerenti decisioni, da un lato elimina le sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità del 2015 per le Province e Città Metropolitane e dall’altro prevede di effettuare enormi e spropositati prelievi economici nelle casse delle stesse, con piena consapevolezza che questi Enti sarebbero impossibilitati a fornire ai cittadini quei servizi ai quali sono preposte. In breve: con una mano dà e con l’altra prende! 

Inoltre l'azzeramento delle sanzioni sullo sforamento del patto di stabilità, senza l'eliminazione dei conseguenti vincoli che impediscono l'erogazione del salario accessorio ai dipendenti degli Enti in questione, scarica gran parte del peso economico sulle spalle dei dipendenti, puniti non per aver svolto male il proprio lavoro, ma perché sono l'anello più debole della catena, l'ultimo - continua la Rsu della Provincia - Ancora una volta si scarica sulla base il peso economico di scelte errate dei vertici. La Regione Toscana, tra l'altro, ha sempre appoggiato, coadiuvato e spesso anche anticipato, le decisioni del Governo in tutto, potenziando questo processo di disintegrazione dei servizi e dimostrando in modo lampante, quindi, di tenere più ad appoggiare la politica renziana che a fornire risposte concrete alla cittadinanza ed alle sue esigenze primarie (sanità, scuole, viabilità, ecc). 

Tutto ciò - prosegue la nota -  produrrebbe, inoltre, il default della quasi totalità delle Province toscane, rendendo ancor più incerto e doloroso il futuro, oltre che dei servizi di cui sopra, anche dei dipendenti provinciali, che ormai da molto tempo agonizzano, lottando tra mille difficoltà per poter erogare un minimo di servizi sul territorio, essendo coscienti, anche in veste di cittadini, dell'imminente disastro. In termini pratici, da ciò ne consegue che se il Governo permane nella volontà di proseguire nella strada già intrapresa, ciò porterà impossibilità di effettuare manutenzione alle strade ed alle scuole, impedendo perfino l'accensione del riscaldamento nelle scuole di molte delle Province colpite da queste scelte frutto di menti totalmente scollegate dalla realtà di fatto". 

In vista delle assemblee e delle agitazioni previste per il 22 luglio, l’RSU della Provincia di Arezzo desidera far giungere la sua piena solidarietà ai colleghi delle altre Province toscane, che potrebbero essere colpite da queste insensate scelte. Al contempo, chiede con forza "che vengano tempestivamente modificate le disposizioni sul contributo alla finanza pubblica delle Province con una netta riduzione degli importi e che all’eliminazione delle sanzioni del patto di stabilità segua anche l’eliminazione dei vincoli per l’erogazione del salario accessorio. Che il Governo rifletta sulle conseguenze di altre scelte, che non produrrebbero nulla di positivo per nessuna delle parti, ma solo mancanza di servizi, malcontento, preoccupazione e rabbia" copnclude la Rsu della Provincia di Arezzo


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