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Roma, il video dell'aggressione all'avvocato che chiedeva di mettere il guinzaglio al cane
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Cronaca giovedì 11 dicembre 2014 ore 13:14

Operazione "Profumo d'oriente" nell'aretino

I ​carabinieri hanno concluso le indagini nei confronti di soggetti cinesi residenti nella provincia. Scoperti giri prostituzione in centri massaggi



PROVINCIA DI AREZZO — Attualmente sono presenti nel territorio aretino 40.326 cittadini stranieri, l’11.5% della popolazione totale (350.462 abitanti), tra cui 1.112 cinesi, pari a circa il 2.75% degli stranieri.

I primi nuclei di cittadini cinesi giunti in Italia si sono originariamente dedicati ad attività lavorative in settori tradizionali come quello della ristorazione ma, all’inizio degli anni novanta, l’adattabilità e la flessibilità dell’imprenditoria e della manodopera cinese è stata capace di rinnovarsi in diversi ambiti d’impiego, quali quello delle confezioni, della pelletteria, del terziario, della vendita al dettaglio di accessori e, da ultimo, della gestione di centri benessere.

Nella provincia di Arezzo sono attivi dieci centri massaggi gestiti da cinesi, sette concentrati nel capoluogo e tre nel Valdarno, il cui avviamento ha destato l’attenzione dell’Arma, nell’ambito di una più generale attività di controllo del territorio.

Da giugno a novembre 2014 i carabinieri della Stazione di Levane hanno svolto indagini, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, in ordine alle attività effettivamente svolte all’interno dei tre centri benessere del Valdarno.

L’esito delle indagini ha consentito di dimostrare che, all’interno delle suddette attività, veniva esercitato sfruttamento sessuale al danno di connazionali cinesi e offerte delle prestazioni rivolte a cittadini italiani, evidenziando uno schema organizzativo che si discosta dalla tradizionale impermeabilità della comunità cinese che, anche al di fuori del paese d’origine, registra crimini intraetnici.

In particolare:

  • il 25 giugno 2014, dopo giorni di monitoraggio e osservazione sui clienti, i carabinieri, raggiunta la certezza che nel locale all’insegna “Fei Fei” di Montevarchi si effettuavano anche prestazioni sessuali a titolo oneroso, hanno arrestato una 30nne cittadina cinese, che gestiva il centro benessere.
  • l’11 novembre 2014 a Montevarchi, a proseguimento dell’attività investigativa, è stato documentato che presso il centro benessere denominato “Centro massaggi 718” venivano effettuate prestazioni sessuali a pagamento. I militari hanno deferito all’autorità giudiziaria, una cittadina cinese, titolare dell’esercizio e due collaboratori suoi connazionali, un uomo e una donna, quest’ultima con funzione di referente, per aver adibito i locali a luogo dove si praticava la prostituzione. Nei confronti della referente è stata poi disposta dall’Autorità Giudiziaria la misura cautelare del divieto di dimora a Montevarchi.

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