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Attualità lunedì 19 ottobre 2020 ore 10:13

Ad Arezzo arriva il "medico" delle piante

Esaminati oltre 2000 esemplari nati e cresciuti lungo le sponde dei fiumi cittadini. In base alle verifiche verranno abbattuti alcuni alberi "malati"



AREZZO — Controllo minuzioso della vegetazione che nasce e si sviluppa lungo i corsi d'acqua dell'aretino.

Questa attività, voluta fortemente dal Consorzio Alto 2 Alto Valdarno ha preso in esame oltre duemila piante. L'obiettivo è controllare attentamente la salute della vegetazione ed in caso intervenire con soluzioni drastiche, qualora si evidenziassero criticità per i cittadini o la salute dei fiumi.

Lo screening vegetale di massa è stato affidato a un “medico” che, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, ha passato al setaccio oltre 11.5 km di aste fluviali.

Sono stati passati al setaccio gli alberi lungo il Castro, da Largo Campioni/via Signorelli verso monte fino a dopo le casse di espansione per 3,4 km; il Bicchieraia, dalla confluenza con il Castro fino alla fine di via Anconetana per 3,2 km; il Vingone, da dopo la Due Mari fino alla località Spoleto per quasi 2,8 km e in alcune zone interne alla strada statale per un km; e il rio di Valtina, dalla confluenza con il Vingone fino a Valtina Bassa per un km e mezzo.

In base alle condizioni di salute, valutate con un’ispezione visiva, il dottore green ha emesso il suo verdetto: abbattimento per alcuni esemplari giudicati incurabili, opportunamente evidenziati con una croce fosforescente sul fusto.

Per gli altri, la prognosi in prima battuta è rimasta riservata e la terapia da adottare sarà condizionata all’esito degli accertamenti strumentali più sofisticati.

Un’indagine approfondita, condotta con l’ausilio di apparecchi sofisticati e all’avanguardia, che ha preso il via oggi e che, in una prima fase, interesserà una quarantina di piante.

Le prime ad essere sottoposte a visita specialistica sono quelle posizionate nelle zone più urbanizzate e di dimensioni importanti: un diametro superiore ai 40 cm a petto d’uomo e un’altezza di 12-15 metri.

L’esito delle analisi aiuterà l’esperto a stabilire i tempi e i modi di intervento per mettere progressivamente in sicurezza la vegetazione arborea e, di conseguenza, corsi d’acqua e pubblica incolumità.

“La caduta di una pianta verso l’alveo potrebbe determinare un rischio idraulico, se, in seguito alla caduta, andasse a ostruire il corso d’acqua, a danneggiare le sponde o le arginature e tutte le opere presenti lungo l’asta”, spiega l’ingegner Beatrice Lanusini, referente di area del settore difesa idrogeologica del Consorzio 2 Alto Valdarno, che, insieme alla collega, geometra Giulia Pierozzi, questa mattina, ha partecipato, con l’equipe del dottore forestale Massimiliano Hajny, al nuovo check up sulle prime piante giudicate a rischio.


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