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Sport mercoledì 09 dicembre 2020 ore 19:35

Arezzo, contro la Fermana vince la paura

Gli amaranto sprecano un'occasione d'oro per accorciare la classifica. Mai pericolosi e poco propositivi. Sala salva risultato e faccia



AREZZO — La paura fa 90. Dopo la batosta contro il Sudtirol l'Arezzo aveva l'occasione per rifarsi, per voltare pagina e iniziare finalmente ad incidere in questo campionato. Ma gli amaranto sono andati a giocarsi il match point a Fermo con il "terrore" negli occhi e nella testa. Sì, perché la squadra scesa in campo è stata a dir poco impalpabile ed alla fine ha strappato un modesto ed insignificante 0-0

Giocatori con nomi roboanti che appaiono spaesati. Schemi inesistenti o mal applicati e poca lucidità. Il risultato è che l'Arezzo poteva accorciare il treno delle peggiori in classifica ma resta mestamente ultimo. Non ha fatto niente per vincere una partita che, sulla carta e sul campo, era più che abbordabile. 

Nessuna azione degna di nota e nessun tiro verso la porta difesa dal 41enne Ginestra. Ad onor del vero il numero 1 della Fermana si è sporcato i guanti su una conclusione dalla distanza, siderale, di Cerci.
A proposito del fantasista.
Si vede che è palesemente fuori forma. Non corre e in tutta la partita si limita a giocare la palla da fermo. Un lusso che quest'Arezzo non si può permettere. Così come non si può permettere una punta spuntata. Pesenti ha un nome altisonante in questa categoria ma francamente fa veramente poco per dimostrare un briciolo del suo valore.
Statico, incapace di tenere palla in avanti e soprattutto di dettare le giocate al centrocampo. Camplone dovrà chiarirsi bene le idee. Non si capisce perché il tecnico amaranto abbia regalato ben 68' agli avversari prima di mettere in campo Zuppel e Cutolo per gli impalpabili Pesenti e Cerci.

Anche il centrocampo ha faticato. Di Paolantonio è un fuoriclasse ma troppo spesso si dimentica di saper giocare al pallone. Alterna lanci illuminati a errori clamorosi o, ancor peggio, a giocate elementari e scontate. Il problema dell'Arezzo è quello di non riuscire mai a creare la superiorità. Raramente abbiamo visto un giocatore amaranto sfidare l'avversario nell'uno contro uno. Se qualcuno ci ha provato è stato Luciani, migliore in campo nel primo tempo. Qualcosa ha fatto anche Belloni ma troppo poco anche a causa dei compagni che non lo "vedevano".

Infine una menzione speciale per Sala. Inoperoso per tutta la partita il bravo portiere amaranto si è superato su una conclusione a botta sicura del giovane Palmieri. L'attaccante ha "uccellato" l'intera retroguardia amaranto, che va alla velocità del girarrosto a carica manuale, e appena dentro l'area ha indirizzato verso l'angolino basso dove Sala è riuscito ad arrivare con una parata straordinaria che ha salvato il risultato.

Insomma, l'Arezzo torna da Fermo con la consapevolezza di aver sprecato un'occasione d'oro. Oltre ai tre punti è mancata quella voglia e quella cattiveria che a questi livelli, francamente molto mediocri, può fare la differenza.

Insomma, per mister Camplone c'è molti da lavorare. In campo si può vincere o perdere ma sicuramente si deve lottare e non passeggiare.

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata


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Mister Camplone al termine di Fermana-Arezzo 0-0
Diego Borghini al termine di Fermana-Arezzo 0-0

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