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Cultura sabato 20 marzo 2021 ore 08:00

Arezzo e le sue bellezze: Palazzo Cavallo

Con Ilaria Pugi, giovane storica dell'Arte, un viaggio nel cuore della città. Dalle opere più conosciute a quelle più curiose



AREZZO — Inizia oggi una nuova rubrica curata da Ilaria Pugi, storica dell'Arte, operatrice museale, aretina innamorata della sua città.

Un percorso che ci porta all'interno delle bellezze di Arezzo. Dalle opere simbolo alle curiosità che tutti vedono ma che in pochi conoscono. Partiamo con un luogo centrale della vita cittadina: Palazzo Cavallo.

Vegliato ogni giorno dal Granduca Ferdinando I de’ Medici dalla scalinata del Duomo, il Palazzo dei Priori - meglio conosciuto come Palazzo del Comune - sorge sulla cima di un colle del centro antico.

L’edificio è uno fra i più significativi della città di Arezzo e, nonostante i molteplici interventi di ristrutturazione, restauro e rifacimento, conserva ancora oggi, sul lato di via Ricasoli, le tracce della sua originaria architettura trecentesca.

Costruito a partire dal 1333, il palazzo fu destinato alla residenza della magistratura cittadina. Verso la metà del Quattrocento subì un completo rifacimento, seguito da una seconda ristrutturazione deliberata nel 1572, ma quello che vediamo noi oggi è frutto di un ulteriore intervento di restauro iniziato negli anni Trenta del Novecento sotto la direzione di Giuseppe Castellucci e Umberto Tavanti, che “in stile” aggiunsero la loggetta trecentesca e la merlatura a coda di rondine sulla sommità della facciata e a coronamento della torre. 

La facciata severa e imponente, coronata come detto da merli, è costruita interamente in pietra e presenta due portali a pianterreno e due ordini di finestre. La porta di destra, sormontata da un disco raggiato in marmo, con l’iscrizione greca «IHS THEOS SOTHER MDXXXVII» che sta a suggellare la consacrazione del Comune a Nostro Signore Gesù Cristo nel 1537, doveva essere l’entrata principale, ma oggi la porta usuale di accesso al Comune è quella di sinistra. Gli stemmi murati sulla facciata e sul lato di via Ricasoli risalgono al tempo del dominio fiorentino e appartengono a Podestà e Commissari che ressero il Comune di Arezzo in quel periodo.

La torre, costruita nel 1337, era in origine una casa torre, e venne ribassata verso la metà del Cinquecento, per poi essere rialzata nel 1930 durante i lavori di restauro sopra citati. L’orologio, trasferito dal campanile della Pieve, fu posto sulla torre nel 1466, mentre il campano, chiamato così per distinguerlo dalle campane dei campanili delle chiese, è dedicato alla Madonna Assunta in cielo e a San Donato, e venne fuso nel 1715.

L’interno del palazzo - scrigno dove sono conservate interessanti opere d’arte tra affreschi, statue ed elementi architettonici - è invece quasi per intero il risultato della ristrutturazione del 1572 e presenta al suo ingresso un cortile a portico risalente alla fine del Cinquecento.

La prima rampa della scala di accesso ai piani superiori conduce ad un pianerottolo dove si aprono due porte in pietra, ornate con vari stemmi usati dal Comune tra il XIII e XVI secolo; quella di sinistra immette nella Sala del Consiglio, mentre da quella di destra si accede ad un loggiato cinquecentesco, chiuso con una vetrata nel 1931. 


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