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Attualità martedì 30 agosto 2016 ore 13:40

Edilizia e manifatturiero affossano gli artigiani

Preso in esame il primo semestre 2016. Positivi i servizi alle imprese e l'agricoltura. In sette anni hanno chiuso 1200 aziende



AREZZO — Il sistema delle imprese artigiane aretine fotografa un primo semestre 2016 ancora di difficoltà. E' quanto emerge sulla base delle informazioni messe a disposizione dal Registro delle Imprese, fa sapere la Camera di Commercio, che sottolinea: benché nel secondo trimestre il bilancio fra iscrizioni e cancellazioni abbia presentato un saldo positivo di 20 imprese, il confronto con gli anni precedenti continua a mostrare un ricorrente segno negativo. Al 30 giugno, infatti, le imprese artigiane si attestano complessivamente a 10.362 unità, in flessione dell'1,4% rispetto alla metà del 2015, che va a sommarsi alla diminuzione dell'1,6% riscontrata l'anno precedente.

“ L'andamento complessivo del sistema delle imprese artigiane aretine - sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo Andrea Sereni - continua ad essere pesantemente condizionato dalle ricorrenti flessioni evidenziate dai due settori di maggior peso: -2,6% nelle costruzioni, in cui operano il 37% delle imprese, e -1,2% nel manifatturiero, che rappresenta il 32% delle imprese. Per questo l’artigianato è il solo comparto che continua a registrare cali significativi delle imprese, mentre a livello generale si notano segnali di ripresa della dinamica imprenditoriale. Alle flessioni dei due settori principali si affiancano anche quelle del commercio (-0,6%) e dei trasporti (-2,3%).

Fortunatamente ci sono anche specializzazioni che invece mostrano dei segnali di risveglio: si tratta delle altre attività di servizi (+0,2%), dei servizi alle imprese (+4,7%), dell'agricoltura (+1,6%) e delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+4,8%)”.

“Continua l'erosione delle imprese artigiane - commenta il segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo Giuseppe Salvini - che nel corso degli ultimi sette anni hanno perso quasi 1.200 aziende. Il settore artigiano è costituito prevalentemente da piccole e micro imprese, il cui mercato di riferimento è spesso locale o al massimo nazionale e quindi particolarmente sensibile alla crisi dei consumi e degli investimenti che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni. Anche fra le imprese artigiane si notano comunque segnali di un processo di adeguamento societario verso forme più strutturate (società di capitali) e meglio rispondenti alle nuove sfide dei mercati”.

Sono in crescita le società di capitale (+6,5%), mentre tutte le altre sono in flessione più o meno marcata: -3,7% le società di persone, -1,5% le imprese individuali e -8,5% le altre forme. Le imprese artigiane per operare scelgono frequentemente le forme societarie più semplici ed anche meno costose: le imprese individuali sono infatti di gran lunga la tipologia più diffusa, con quasi settemila duecento unità, e rappresentano quasi il 70% del totale delle imprese artigiane. Sono seguite poi dalle società di persone che con 2.235 unità rappresentano quasi il 22% del totale. Il restante 8% è costituito in prevalenza dalle società di capitale mentre è trascurabile il peso delle altre forme.  A livello territoriale le imprese artigiane sono localizzate in prevalenza nell'Area aretina, in cui hanno sede il 39,2% delle imprese totali, ed in Valdarno (26,8%). Più ridotta la presenza in Valdichiana (15,6%), Casentino (10,5%) e Valtiberina (7,9%).

Tutte le aree territoriali sono accomunate dalla tendenza negativa già evidenziata a livello provinciale, ma l'ìntensità della contrazione è diversa da territorio a territorio: solo l'Area aretina presenta una flessione inferiore alla media provinciale (-0,8%). Tutti gli altri comprensori sono al di sopra: il Valdarno e la Valtiberina (entrambe -1,9%), la Valdichiana (-1,6%), ed il Casentino (-1,5%).


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