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Attualità mercoledì 09 novembre 2016 ore 14:00

La battaglia aretina per la tassa di soggiorno

Alessandro Ghinelli, sindaco Arezzo

Ghinelli: "La legge di bilancio prevede che i Comuni possano agire fiscalmente, nel 2017, solo attraverso la Tari"



AREZZO — Doveva scattare ad Arezzo nel luglio 2016, dopo la delibera di consiglio comunale del 17 dicembre 2015. 

Le risorse ottenute sarebbero state destinate alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale della città, alla promozione del sistema turistico locale e al mantenimento dei servizi già erogati. Si attestava intorno a un euro e mezzo e si applicava fino a un massimo di 4 pernottamenti consecutivi con esenzione per i residenti e i minori fino al compimento dei 12 anni. Ma la legge di stabilità dello scorso anno aveva bloccato qualsiasi nuova imposta locale.

Così ad Arezzo la tassa di soggiorno è rimasta in sospeso per questo secondo semestre dell’anno, pronta però a scattare dal primo gennaio 2017. Ma anche la legge di bilancio 2016 pare voglia congelare di nuovo la situazione.

La legge in discussione attualmente in parlamento prevede che i Comuni possano agire fiscalmente, nel 2017, solo attraverso la Tari. All’ultimo comitato direttivo dell’Anci, il sindaco Alessandro Ghinelli ha proposto che a questo principio generale si possa derogare per la tassa di soggiorno: “devo dire che Anci ha assunto un atteggiamento attivo verso il Parlamento cercando di individuare le tematiche della legge di stabilità che poi riverberano i loro effetti sulla finanza e sulle amministrazioni locali. Questo emendamento alla legge di bilancio, che sarà vagliato dalle commissioni competenti e successivamente, ci auguriamo, dall'aula, è di fondamentale importanza intanto per ripristinare una situazione di parità di trattamento fra gli enti locali: non può infatti valere il principio che un Comune che ha introdotto la tassa di soggiorno tre anni fa, ad esempio, possa contare adesso su un gettito superiore rispetto a Comuni come Arezzo che si sono mossi più tardi. 

Se poi la filosofia della legge di stabilità - continua Ghinelli - è quella di impedire l’aumento delle imposte locali, a eccezione della Tari, noi rivendichiamo il fatto che per Arezzo la tassa di soggiorno è di nuova introduzione, dunque non c’è aumento di un tributo già esistente. E senza considerare il fatto che la tassa di soggiorno non insiste sugli amministrati e non costituisce dunque aggravio per essi. Con la tassa di soggiorno, avremo a disposizione nuove risorse economiche per il rilancio del turismo che si profila come settore trainante per il territorio, a fianco del manifatturiero. I dati: Siena con tale tassa incamera 1.900.000 euro all'anno, Firenze 29/30.000.000. Le nostre previsioni per Arezzo si aggirano sui 500.000 euro. La presenza turistica sta crescendo, siamo nella strada giusta e queste ulteriori risorse rappresentano la base economica per un ulteriore salto di qualità”.

Con il sindaco hanno parlato gli assessori Alberto Merelli e Marcello Comanducci. Merelli: “il problema che poniamo, relativo all'aspetto più generale dell'autonomia impositiva dei Comuni, è la coerenza di queste norme di legge ordinaria con l'articolo 119 della Costituzione. Contenere la pressione tributaria inibendo i Comuni è paradossale, il fisco statale non mi pare si ponga problemi quando c'è da aumentare tasse e imposte. Da questo meccanismo gli enti locali escono soccombenti”.

“L'importanza di questo introito per le strategie turistiche è fondamentale – ha aggiunto Comanducci – Arezzo si fa dunque promotrice di una battaglia di cui beneficeranno tutti i Comuni, specie quelli che hanno grandi potenzialità ma sono partiti in ritardo con lo sviluppo turistico e che contano sulla tassa di soggiorno. Quello che ci crea problemi sono comunque le tempistiche: siamo a novembre e non sappiamo se potremo o meno introdurre la tassa. Una volta eventualmente introdotta, gli alberghi e l'amministrazione sono tenuti a molti adempimenti burocratici e di aggiornamento dei software per la sua gestione. Senza considerare il paradosso delle ulteriori deleghe sul turismo, già provinciali, senza risorse aggiuntive o dotazione di personale molto ridotta di cui abbiamo beneficiato”.


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