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Attualità lunedì 02 agosto 2021 ore 15:52

La Casa Pia supera "l'interrogazione"

All'audizione con il Cda dell'Istituto anche il Consigliere comunale Romizi che aveva evidenziato perplessità sulla gestione della "Fossombroni"



AREZZO — Un focus sulla Casa Pia. Questo era stato richiesto da Francesco Romizi nel corso di un Consiglio comunale. L'esponente di "Arezzo2020" aveva presentato un'interrogazione al vicesindaco Tanti, che ha anche la delega per il sociale, circa la situazione sanitaria-organizzativa-gestionale della "Fossombroni".

Lucia Tanti non ha perso tempo ed ha organizzato un'audizione con il Cda e con la presenza anche di alcuni familiari degli ospiti che vivono all'interno della struttura. 

L’appuntamento, a cui era presente anche lo stesso consigliere Romizi, è stato aperto ai capigruppo dell’intero consiglio comunale per rispondere alle diverse domande e per illustrare la reale situazione.

In primo piano, ovviamente, la situazione sanitaria. Nei mesi scorsi, infatti, all'interno della Casa Pia si è sviluppato un vero e proprio focolaio Covid che ha visto la quasi totalità di ospiti e decine di operatori contagiati e il decesso anche di alcuni anziani.

"Il nostro istituto - ha spiegato la presidente Debora Testi, - ha operato nella massima trasparenza anche nelle difficili settimane del focolaio Covid tra gennaio e febbraio, informando tempestivamente l’Amministrazione, la cittadinanza e gli stessi familiari".

L’audizione è stata aperta con una sintesi volta proprio a ripercorrere numeri e fatti del focolaio Covid che ha colpito l’istituto. L’infezione ha riguardato un totale di ventidue operatori e cinquantadue ospiti, mentre i residenti deceduti a causa della pandemia sono stati sette (non diciotto come riportato dall’interrogazione) che sono stati commemorati e ricordati con una Santa Messa, con una targa in memoria di Dino Montagni e con una mostra fotografica.
"Mi preme sottolineare - ha continuato Testi, - che abbiamo mantenuto tutti i protocolli Covid previsti, che abbiamo agito con la massima attenzione e che la stessa Asl non ha mai ravvisato mancanze. Ci tengo a ribadire come i nostri dipendenti abbiano affrontato questo periodo con abnegazione e senso del dovere: nessuno si è sottratto ai turni, né ha mandato certificati per restare nella sicurezza delle proprie abitazioni".

L’interrogazione denunciava successivamente un peggioramento dei servizi erogati che sarebbe stato comunicato da non precisati familiari.
"Ci sfuggono i criteri per i quali i servizi erogati siano peggiorati e ci sfuggono quali parenti si siano rivolti a Romizi anziché alla direzione - ha ribadito Testi. - La struttura sta mettendo in atto ogni azione per restare nei parametri regionali e nazionali previsti per l’assistenza alla persona, pur nella consapevolezza che sarebbe un errore paragonare i servizi erogati con quelli precedenti al periodo pandemico".

L’ultimo passaggio dell’interrogazione riportava la riduzione da undici a tre infermieri, il dimezzamento degli operatori socio-sanitari e la sospensione del servizio infermieristico notturno.
L’audizione ha rappresentato un’occasione per ricordare come il numero attuale sia di cinque infermieri e come il problema della mancanza degli infermieri sia di portata nazionale a causa della pandemia e della crescente richiesta di questi professionisti da parte della Asl. Il periodo dell’emergenza sanitaria ha comportato per la Casa di Riposo “Fossombroni” un turn-over del personale infermieristico pari al 90%, ma è stata sempre garantita la presenza nella fascia oraria dalle 7 alle 21.

L’attuale tipologia di utenza, inoltre, non prevede normativamente l’assistenza infermieristica notturna che viene comunque garantita tramite una reperibilità dalle 21 alle 7. Un ulteriore dato errato fa infine riferimento alla dimezzata presenza di operatori socio-sanitari: nel marzo 2020 erano trentotto mentre nel luglio 2021 sono trentasette in virtù di otto nuove assunzioni, con monte orario garantito di 140 ore di assistenza di base giornaliera che è superiore alle 137,5 richieste.
A tal proposito la presidente Testi ha anche sottolineato come sia stato stanziato un fondo straordinario con risorse della struttura per parametrare gli stipendi degli infermieri della cooperativa e per arginare il problema di ulteriori trasferimenti.

Le conclusioni sono state affidate al vicesindaco Lucia Tanti che ha ribadito l’efficienza della struttura e il valore di un’attività che guarda al futuro.
"Alla luce delle risposte della presidente e anche della voce di alcuni familiari - ha aggiunto il vicesindaco Tanti - i quesiti dell’interrogazione del consigliere Romizi hanno trovato pronta risposta. Probabilmente, come è normale che sia, le informazioni che aveva ricevuto non erano precise ma proprio per questo è stato bene approfondirle insieme e, quindi, credo che l’interrogazione sia stata un ottimo stimolo e di questo ringrazio il consigliere Romizi. La struttura sta vivendo un momento delicato a causa della pandemia, ma con serenità e con risposte quotidiane di qualità pur in presenza di alcune criticità che sono costantemente monitorate. Insomma: la Casa Pia si conferma un’istituzione di qualità e di forte riferimento per la città".


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