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Attualità mercoledì 26 gennaio 2022 ore 08:30

"Non possiamo più tollerare morti sul lavoro"

Il grido di rabbia arriva dalla Cisl dopo quando accaduto nell'azienda di calcestruzzi a Bibbiena. Il sindacato chiede più formazione



AREZZO - BIBBIENA — Ancora un infortunio mortale in edilizia. Una ennesima vita spezzata per un operaio edile di 51 anni, dipendente di un’azienda di calcestruzzi a Bibbiena. Sulla tragedia di ieri interviene la Cisl

“In relazione a quanto successo, ed alle attribuzioni di responsabilità che dovranno essere al vaglio degli inquirenti – affermano Serafino Marino e Gilberto Pittarello della FILCA CISL aretina – crediamo che ogni possibile controllo debba dare risalto a quanto previsto dal Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui posti di lavoro “. 

“Chiediamo solo che gli enti ispettivi, da qui e in futuro, in relazione al tipo di attività lavorativa, come in questo caso estremamente pericolosa, verifichino che quanto appreso attraverso i corsi di formazione professionale svolti dai lavoratori e dai datori di lavoro venga da tutti osservato con estrema attenzione. Solo allora potremmo definire quanto successo una tragedia. Questa è la motivazione che ci porta a sottolineare l’importanza della formazione, anche più volte ripetuta, in quanto unico strumento indispensabile per aumentare la soglia di attenzione per chi lavora e riuscire a diffondere quella ‘cultura della sicurezza’ che farà evitare in futuro di trovarci in situazioni come queste dove, al di là delle responsabilità, esiste ad oggi una famiglia distrutta dal dolore, senza più un padre e senza più un marito, ora più che mai economicamente bisognosa che, per un tragico fatto successo, non potrà più avere il proprio caro".

Alla riflessione dei rappresentanti degli edili della CISL si aggiunge quella della segretaria generale Silvia Russo: “non possiamo più tollerare morti sul lavoro: 55 tragedie accertate in Toscana nel 2021, di cui 3 nel territorio aretino. Quella di ieri è un ennesimo colpo alla credibilità dell’impegno complessivo delle istituzioni per la sicurezza sul lavoro. Far cessare il vergognoso stillicidio degli infortuni gravissimi e mortali deve diventare priorità per tutti, non solo per il sindacato. Occorre in questo campo investire ‘senza se e senza ma’. Occorre inoltre educare i lavoratori a non fidarsi in modo assoluto della propria esperienza e confidenza con i macchinari. E’ poi necessario cambiare l’obiettivo di far prevalere il profitto a tutti costi, la produttività si raggiunge meglio quando si lavoro in sicurezza e concentrazione. Tutta la CISL si unisce al dolore della famiglia esprimendo il proprio cordoglio".


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