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Attualità lunedì 12 dicembre 2016 ore 21:00

Oltre 12 mila euro per Amatrice

La consegna dei soldi, raccolti lo scorso settembre durante una cena organizzata dai macellai di Federcarni, è avvenuta ieri in Comune



AREZZO — Ieri, domenica 11 dicembre 2016, nella sala del consiglio comunale di Arezzo alla presenza del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, della presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini e del presidente della Confcommercio di Rieti Leonardo Tosti, i macellai di Federcarni Confcommercio Toscana hanno consegnato ufficialmente al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi il ricavato della cena di solidarietà organizzata il 25 settembre scorso ad Arezzo e della sottoscrizione interna agli associati. Alla cerimonia era presente il presidente di Federcarni Toscana Alberto Rossi insieme ad una piccola delegazione di macellai da tutta la Toscana.

I soldi raccolti, 12.500 euro in tutto, saranno utilizzati per la costruzione del Museo della Memoria ad Amatrice, “nel quale”, ha anticipato il sindaco Pirozzi, “voglio raccogliere il ricordo di tutte le cose belle che ci sono accadute nei giorni dopo il terremoto e della generosità di chi ha voluto restarci accanto e sostenerci. Servirà a rafforzare il nostro senso di identità, a dare conforto e speranza Sono certo che la mia gente coglierà da questa tragedia il modo per diventare migliore".

“È con sincera gioia, ed un pizzico di commozione che abbiamo ospitato nella sala consiliare del Comune di Arezzo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Il nostro è un piccolo sostegno che, con piacere ho appreso dallo stesso Pirozzi, andrà a contribuire alla realizzazione di un museo della memoria ad Amatrice. Gli aretini hanno dimostrato tanta generosità, e siamo stati fin da subito vicini alle popolazioni colpite dal terremoto. Gente che, come ho potuto constatare direttamente, ha perso tutto ma non la dignità, la speranza e la voglia di ripartire. E noi siamo a disposizione per continuare ad aiutarli”, dice il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.

"Di cosa abbiamo bisogno ora?", ha detto ieri ai giornalisti il sindaco di Amatrice, "se ragioniamo con la logica dell'io abbiamo bisogno di tutto, ma se ragioniamo con quella del 'noi' non abbiamo bisogno di niente, c'è tutto quello che occorre per ripartire, compresa la vicinanza degli altri. E adesso non parliamo più di distruzione: i muri delle case si ricostruiscono, ma la dignità della nostra gente è sempre rimasta intatta".

“Il nostro pensiero è per i colleghi imprenditori che hanno perduto la propria attività nelle zone colpite dal sisma, con l’augurio che possano ripartire presto. Quando si riaccenderanno le luci dei negozi, sarà il segnale inequivocabile che la vita è tornata alla sua normalità”, ha detto la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini.

“Il nostro è un aiuto materiale modesto se paragonato alle necessità effettive, ma è pur sempre un segno della nostra vicinanza”, ha detto il presidente di Federcarni Toscana Alberto Rossi, che ha colto l’occasione per ringraziare le oltre seicento persone che hanno partecipato alla cena del 25 settembre e i colleghi macellai di tutta la Toscana “sempre pronti a darsi da fare quando si tratta di una buona causa”.

Nell'occasione, la città di Arezzo ha donato ad Amatrice anche i soldi, oltre 4mila euro, raccolti da alcuni privati cittadini.


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