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Attualità mercoledì 20 gennaio 2021 ore 13:00

Rischio idraulico, 800 mila euro di lavori

E' il bilancio dell'attività effettuata lo scorso anno in città da parte del Consorzio di Bonifica



AREZZO — Maxi operazione di prevenzione del rischio idraulico per Arezzo e le sue frazioni.

Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, nel 2020, ha investito energie e risorse per conservare in piena efficienza il reticolo di gestione in città e nel suo hinterland, sottoponendo a manutenzione ordinaria più di un centinaio di chilometri di aste con un investimento che ha sfiorato gli 800.000 euro.

I cantieri sono partiti nel mese di luglio, appena cessato lo stop ai tagli in difesa della fauna nidificante. Operai e macchine si sono messi in azione sui torrenti che attraversano le aree più densamente popolate: Castro, Bicchieraia, Vingone e relativi affluenti.

In contemporanea la strategia per la mitigazione del rischio idraulico si è estesa ai punti critici del reticolo. Tra i primi a passare sotto i “ferri”: il Fossatone, il Fosso Sellina con i suoi affluenti ed i corsi d’acqua che attraversano le località Olmo, Madonna di Mezzastrada, Policiano e che si snodano in prossimità degli abitati di Rigutino, Frassineto e Vitiano: il Rio Grosso, Rio di Rigutino, Rio di Vitiano che rimangono osservati speciali.

Infine l’operazione si è estesa al Torrente Gavardello di San Polo, alla zona di Ceciliano e alle aree più a nord della città, andando ad interessare il territorio di Marcena, Giovi, Ponte alla Chiassa.

Nel 2020 è stata prevista e realizzata anche la sistemazione delle opere di protezione della sponda e del fondo alveo in prossimità dell’area di espansione del Torrente Castro, in località Cognaia, interessata da erosione e smottamenti di massi.

“Le lavorazioni nel cuore della città – spiega l’ingegner Beatrice Lanusini, referente del settore difesa idrogeologica del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno per la UIO Arezzo – sono state, come sempre, piuttosto complesse. Molti tratti infatti presentano sponde e alveo difficili da raggiungere con i macchinari: la precarietà delle stesse sponde, la presenza in adiacenza all’alveo di infrastrutture, manufatti e edifici richiedono infatti un intervento esclusivamente manuale con l’impiego di apposite attrezzature. Non solo. Nello svolgimento dell’attività di manutenzione ordinaria sono emerse alcune criticità puntuali da risolvere. Prima fra tutte la necessità di rimuovere alcune alberature ritenute pericolose a causa dello stato di salute o dell’interferenza con opere idrauliche e infrastrutture. Questi abbattimenti, accuratamente valutati e studiati anche con l’impiego di tecnologie all’avanguardia (come l’apparecchio per effettuare una sorta di tomografica assiale computerizzata del tronco), hanno richiesto l’intervento di operai specializzati e l’ausilio di piattaforme aeree”.

“Il Consorzio di Bonifica è riuscito a completare gli interventi programmati nel comune di Arezzo nei tempi stabiliti, curando con particolare attenzione le aree dove il rischio idraulico è maggiore e dove insistono i più importanti insediamenti abitativi, produttivi e commerciali. Il lavoro di prevenzione del rischio idraulico è stato accurato e condiviso con il comune che ben conosce la situazione del territorio e le sue criticità. Una sinergia essenziale quella che abbiamo costruito con convinzione in questi anni e che, con altrettanta convinzione, continuiamo a consolidare. Anche il piano delle attività 2021 infatti è stato predisposto con il prezioso contributo dei tecnici e degli amministratori comunali”, anticipa la presidente del Consorzio Serena Stefani.


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