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Attualità lunedì 10 agosto 2020 ore 12:11

Saldi, la prima settimana è una "Caporetto"

Mario Checcaglini, direttore Confesercenti

Indagine condotta da Confesercenti tra i negozi di Arezzo e provincia. Il 61% degli intervistati lamenta un calo del fatturato. Male l'abbigliamento



AREZZO — Una volta i saldi rappresentavo una boccata d'ossigeno per i commercianti ma quest'anno non è così. L'emergenza sanitaria abbinata a quella economica e alle incertezze sul futuro, condiziona le vendite scontate, con i clienti che hanno timore a spendere. 

Questo quanto emerge dall'indagine condotta da Confesercenti tra 60 attività commerciali aretine, di cui la metà in città e il resto distribuite tra Casentino, Valdarno, Valdichiana e Valtiberina.

I negozianti interpellati operano nel settore dell’abbigliamento uomo, donna e bambino oltre alle calzature, accessori e articoli per la casa, idee regalo, argenteria e intimo ed hanno analizzato l'andamento della prima settimana di saldi.

Per il 61,1% degli intervistati, il cliente è molto prudente e spende molto meno rispetto all'anno scorso,  per il 22,2% in linea di massima l’andamento è lo stesso, mentre per l’11,1% c’è stato addirittura un rinnovato entusiasmo negli acquisti. 

C’è poi un 5,6% che ha indicato meno presenze ma ha notato un cambiamento nell’approccio all’acquisto con il cliente che entra veloce ed acquista deciso rimanendo meno in negozio. 


"La fotografia che abbiamo scattato - commenta il direttore di Confesercenti Arezzo, Mario Checcaglini - rispecchia un andamento timoroso e in frenata. Purtroppo le condizioni sono difficili.  Nessuno ha visto aumentare le vendite e tra le vetrine a cambiare è anche l’approccio ai saldi con i consumatori preoccupati dalle prospettive economiche e dalla tutela della salute. Per fortuna c’è anche uno spiraglio: l’11,1% ha notato un rinnovato entusiasmo”.

Significativo anche il valoro dello scontrino medio. L'indagine ha evidenziato che il 38,3% è inferiore ai 50 euro, il 38,9% oscillata tra 50 e 100, l'11,1% è tra 100 e 150, il 6,3% tra 150 e 200 mentre solo il 5,4% ha speso più di 200 euro.

La stragrande maggioranza ( il 44,4%) degli esercenti intervistati applica sconti fino al 50% mentre il 33,3% ha ribassato la merce fino al 30% e solo il 5,6% applica riduzioni di prezzo superiori al 50%.

Infine una curiosità. Al tempo di Internet solo il 61,1% dei negozianti è attivo sui social attraverso i quali promuove la sua attività mentre ancora un 33,3% invia messaggini o sms ai clienti. Solo l'11,1% ha un e-commerce, mentre il 22% non si avvale di nessuno strumento elettronico per la promozione o vendita di prodotti.

L’andamento dei saldi - conclude il direttore di Confesercenti - dimostra la necessità di dover aiutare le imprese dell’abbigliamento, un settore tra i più colpiti. Sarà quindi necessario sostenere le famiglie attraverso il reddito in modo che possano tornare a fare gli acquisti, questo sarà importante soprattutto in previsione della progettualità dell’utilizzo delle risorse previste dal Recovery fund”.


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