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Attualità sabato 07 novembre 2020 ore 19:10

Tra D'Urso e Ghinelli ci si mette Grasso

Giovanni Grasso

Il presidente dell'Ordine degli Infermieri invita sindaco e direttore generale della Asl a abbassare i toni. "La battaglia contro il Covid è di tutti"



AREZZO — "Tra moglie e merito non mettere il dito". I vecchi adagi che tornano sempre di moda.

Ghinelli e D'Urso litigano apertamente su come gestire la pandemia e Giovanni Grasso interviene per riportare i due contendenti a miti consigli. O meglio per rifocalizzare il punto che è e deve essere quello alla lotta contro il virus. 

Ora, non è che i due abbiano perso di vesta l'obiettivo finale, è che entrambi vorrebbero "smuovere le montagne" pur di porre un freno al contagio e nel farlo, a volte, o troppo spesso in base ai punti di vista, capita che si pestino i piedi. D'Urso è irritato dall'invasione di campo di Ghinelli che a sua volta chiede maggiore prontezza e celerità operativa.

Il presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche Giovanni Grasso, dopo lo scambio di opinioni tra il sindaco e direttore generale della Asl Toscana sud est rivolge un appello ad abbassare i toni .
“Chi ha competenze e ruoli in materia sanitaria ha i propri compiti da svolgere e non può essere sostituito, pur con tutta la buona volontà e le migliori intenzioni del mondo, da chi queste competenze non le ha – afferma Grasso. Ritengo quindi che sia giusto che la disponibilità dei 40 dipendenti comunali di Arezzo sia importantissima e molto significativa, ma che debba essere integrata con la struttura esistente nella quale lavorano professionisti sanitari, tra i quali anche infermieri, con compiti sussidiari a sostegno di altre esigenze dei cittadini non attinenti alla sfera sanitaria, creando così un doppio binario di assistenza ancora più funzionale per persone che, spesso, si sentono hanno bisogno di ogni supporto nel vivere la propria condizione di isolamento. Per quanto riguarda l'organizzazione ospedaliera mi ero già espresso dicendo che gli ospedali devono essere presidi di servizi e non bandierine, e questo vale anche per quelli da campo. Il problema emergenziale non è quello delle strutture, ma quello dei professionisti che le facciano funzionare e che, nonostante gli sforzi fatti per implementarne il numero, sono tuttora insufficienti e non esistono, purtroppo, riserve alle quali attingere senza che questo crei nuove emergenze nelle strutture dalle quali questi professionisti vengono sottratti, come ad esempio gli infermieri delle Rsa. Invito quindi Ghinelli e D'Urso a sedersi a un tavolo, assieme ai rappresentanti degli ordini e delle professioni sanitarie, ed a ragionare sugli scenari attuali e futuri e sulle soluzioni migliori da mettere in atto, come ripeto ognuno nel proprio ruolo e con le proprie competenze” - conclude il Presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche Giovanni Grasso.


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