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Attualità martedì 24 gennaio 2017 ore 18:00

Un seminario per la Giornata della Memoria

L'iniziativa è del Dipartimento d Arezzo dell'Università e sarà incentrata sul musicista Weinberg, che sperimentò la ferocia del nazismo



AREZZO — In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio il Dipartimento di Arezzo dell’Università di Siena organizza un seminario sull’opera del musicista polacco-sovietico Mieczyslaw Weinberg (1919-1996), che sarà tenuto dal professor Giancarlo Baffo, docente di Filosofia morale (ore 10,30, campus del Pionta, viale Cittadini). 

Weinberg sperimentò personalmente la ferocia della barbarie nazista: nato a Varsavia, fuggì con la famiglia a Minsk nel 1939, quindi a Taskent nel 1941 e, infine, a Mosca nel 1943, divenendo cittadino dell’URSS, cui fu sempre riconoscente per la salvezza ottenuta. In Unione Sovietica, divenne allievo e amico di Dmitrij Sostakovic, che influenzò profondamente la sua arte.

“Weinberg è stato autore di una produzione imponente, che comprende oltre 20 sinfonie, numerosi quartetti, lieder (molti dei quali di ispirazione ebraico-orientale) e una mole considerevole di musica da camera, che solo da una ventina di anni è stata riscoperta e apprezzata dalla critica mondiale come esempio luminoso della produzione musicale russa del XX secolo”, spiega Giancarlo Baffo, docente di Filosofia morale del Dipartimento universitario e promotore del seminario. “Fra i primi al mondo, è riuscito – superando brillantemente l’interdetto di Th. W. Adorno, secondo il quale dopo Auschwitz non si sarebbe più potuto fare arte – a tematizzare la Shoah nella sua opera più celebre, The Passenger, riconosciuta ormai come un capolavoro del teatro musicale contemporaneo, sempre più rappresentata negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti”.

Tuttavia, la salvezza offerta dalla nuova Patria sovietica comportò un altissimo prezzo: colpito dalla campagna contro il “formalismo” (la cui vittima più illustre fu Sostakovic) alla fine degli anni ’40, nel 1953 fu arrestato con l’accusa di “nazionalismo giudaico-borghese”. La morte di Stalin pose fine alla sua detenzione, che tuttavia minò irreversibilmente la sua salute. “Riprese a comporre in modo torrenziale", prosegue il professor Baffo, “ponendo sempre al centro della sua opera il motivo fondamentale della guerra, della persecuzione e del ricordo delle vittime, raramente cedendo ai dettami del ‘realismo socialista’, anche se in Urss le sue opere furono sostanzialmente neglette fin dopo la sua morte”.

Nel seminario verrà illustrata la dimensione umana e artistica di Weinberg e proposto l’ascolto di alcuni brani della sua opera.


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