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Attualità lunedì 16 novembre 2020 ore 14:16

Nella "stagione" dell'influenza mancano i vaccini

Lo denunciano i medici di famiglia che sottolineano l'errata programmazione nell'approvvigionamento



AREZZO — Metà novembre, l'influenza inizia a farsi sentire ma mancano i vaccini.

La sezione aretina della Fimmg, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, denuncia il caos che si è venuto a creare a causa delle incomplete consegne dei vaccini antinfluenzali.

"A metà della campagna di vaccinazione, il cui inizio è stato anticipato ai primi di ottobre e che dovrebbe protrarsi fino a fine dicembre, i vaccini finora forniti e quelli successivamente promessi non appaiono essere sufficienti a garantire la copertura preventivata della popolazione toscana.
Mai come quest’anno infatti, sono state e sono ancora, numerose le richieste per vaccinarsi ed ora chi ancora non è stato vaccinato e vede in dubbio la possibilità di esserlo, prova rabbia e timore per la propria salute manifestando ciò al proprio medico di famiglia, che rimane l’unico suo punto certo di riferimento, e che pertanto si fa portavoce di questo disagio" - sei legge nella nota della Fimmg.

Secondo i medici di famiglia sono stati commessi errori di pianificazione sulla gara di appalto dell’approvvigionamento dei vaccini e sulla probabile impossibilità da parte delle aziende produttrici di garantire il 20% in più del quantitativo previsto. 

La Fimmg sostiene che sarebbero stati commessi errori anche sulla scelta della tipologia dei vaccini tanto che quello adiuvato trivalente, che doveva essere garantito ai pazienti più anziani e più fragili, è stato acquistato in misura carente rispetto al numero degli ultrasessantacinquenni da vaccinare nonostante le raccomandazioni della commissione regionale vaccini.

La distribuzione attraverso le farmacie convenzionate ha reso più facile l’approvvigionamento dei vaccini da parte dei medici, anche quelli più lontani dalle farmacie ospedaliere, ma il mancato coordinamento e controllo fra le varie farmacie ha fatto sì che si siano distribuiti vaccini in modo non proporzionale alle quantità determinate da A.R.S per i singoli medici proporzionali alle scelte in carico.

I medici della Fimmg denunciano la vanificazione del lungo e gravoso lavoro di pianificazione delle sedute vaccinali che avevano messo in essere organizzando le sedute vaccinali in modo da garantire il doveroso distanziamento e le misure di sicurezza, con l’obbiettivo di vaccinare almeno a tutta la propria popolazione “a rischio”.

Anche a tutela dei cittadini loro pazienti, i medici della Fimmg chiedono di sapere se e quando riceveranno ancora vaccini e se potranno vaccinare l’intera popolazione dei loro pazienti aventi diritto.


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