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Il ricordo del Barcelona Guayaquil per Justin Cornejo: «Ora la nostra famiglia è incompleta»
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Cronaca mercoledì 04 febbraio 2015 ore 15:09

Aziende ispezionate, tre su quattro irregolari

Ispettori del lavoro impegnati nella lotta al sommerso. Boom di aziende ispezionate in provincia: alta la percentuale dei lavoratori irregolari



AREZZO — I risultati conseguiti dal gruppo ispettivo della direzione territoriale del lavoro di Arezzo nel 2014 sono stati resi noti  nel corso di una riunione del Cles, il comitato per l'emersione del lavoro sommerso, presieduto dal direttore Dina Musio, e costituito dai rappresentanti di prefettura, questura, guardia di finanza, arma dei carabinieri e tutte le istituzioni che hanno come compito il controllo della legalità e sicurezza con il ruolo unico di coordinamento su tutti gli interventi di vigilanza che mirano al contrasto dell 'economia sommersa ed irregolare. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria dei datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Nessun ambito di attività lavorativa è sfuggito ai controlli anche se particolare attenzione è stata rivolta alle  aziende di indotto manifatturiero, ristorazione, agricoltura ed edilizia

Nonostante la contrazione del livello occupazionale del 40% rispetto al 2013, nell'anno passato si è innalzato al 77% il picco dei lavoratori irregolari: 897 accertati per violazioni in materia di applicazione economica e normativa delle leggi sul lavoro e di questi 511 lavoratori totalmente 'al nero'

Settantasette datori di lavoro si sono visti contestare il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale per aver impiegato lavoratori non regolarmente registrati nella misura pari o superiore al 20% rispetto a quelli formalmente assunti. Un provvedimento che non consente di continuare l'attività lavorativa se i datori di lavoro non provvedono entro il giorno successivo a regolarizzare i rapporti di lavoro non denunciati e a pagare le previste somme a titolo di sanzione.

Scattate anche 708 denunce alla Procura della Repubblica per violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per la scoperta di truffe ai danni dello Stato per la non dovuta fruizione di agevolazioni retributive e fiscali.


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