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Cronaca martedì 23 febbraio 2021 ore 13:50

Cannabis terapeutica, De Benedetto dal giudice

Si è presentato in carrozzella all'udienza preliminare. Ad aprile la sentenza. L'avvocato Miglio "coltivava lo stupefacente solo per curarsi"



AREZZO — Cannabis terapeutica. Si è aperta questa mattina l'udienza preliminare per Walter De Benedetto, il disabile aretino gravemente malato di artrite reumatoide. Il 49enne si è presentato in Tribunale con la sua carrozzella. E' stato accompagnato da un'ambulanza della Croce Rossa. 
I legali hanno chiesto il rito abbreviato, che è stato accolto, condizionato alla presentazione di documenti relativi alle condizioni del loro assistito e alle prescrizioni mediche. De Benedetto invece ha intenzione di farsi interrogare davanti al giudice Fabio Lombardo. Prossima tappa in aula il 27 aprile, quando si terrà la discussione Walter, come accordato, ripercorrerà la sua vicenda. Per quella data è attesa anche la sentenza. 

De Benedetto ha commentato con i cronisti intervenuti di avere fiducia nella giustizia. Ed il suo avvocato Claudio Miglio, che lo assiste assieme a Lorenzo Simonetti, ai nostri microfoni ha aggiunto: "Walter ha voluto che il suo caso avesse un eco molto più vasto, quindi siamo qui per tutte le persone che come lui devono consumare cannabis per alleviare dolori o per altri piani terapeutici. Walter oggi è qui per aver sostanzialmente coltivato stupefacente che utilizzava per curarsi. E, quindi, ci auguriamo che il Tribunale capisca il caso concreto e applichi il principio astratto, già espresso dalle Sezioni unite l'anno scorso, per cui il conclamato uso personale non deve essere perseguito penalmente. Il caso di Walter deve essere assolutamente ascritto per questo principio: perché coltivava lo stupefacente solo per uso personale, tanto più che l'uso in questione è terapeutico, quindi deve essere sicuramente analizzato dal Tribunale con un'attenzione e una sensibilità particolare".

La vicenda risale al 2019 quando i Carabinieri trovarono nel terreno vicino all'abitazione di De Benedetto una serra per la produzione di cannabis, che venne sequestrata. Walter, accusato di coltivazione di sostanza stupefacente in concorso, ha sempre sostenuto che la dose fornita dalla Asl, per la quale aveva una regolare prescrizione, non gli era sufficiente per diminuire i forti dolori e quindi la sofferenza per la sua patologia. E per questo motivo era ricorso all'autoproduzione.

Questa mattina erano presenti anche i militanti antiproibizionisti come Antonella Soldo di "Meglio Legale" e Matteo Mainardi dell'Associazione Luca Coscioni per manifestare solidarietà e stare vicino a Walter che rischia una pena fino a 6 anni, che si riduce di un terzo con l'abbreviato.

L'avvocato Miglio sul caso di Walter De Benedetto
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