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Cronaca domenica 27 settembre 2020 ore 11:15

Si "finge" casentinese per truffare assicurazione

Denunciato un 33enne campano. L'escamotage non è sfuggito al controllo antifrodi e neppure ai carabinieri che hanno beccato la "residenza" tarocca



BIBBIENA — La denuncia è scattata a Roma, da parte di un addetto al servizio antifrodi di una nota compagnia assicurativa. Ma la vicenda si è conclusa in Casentino, dove è finito nei guai un campano che si era "finto" residente in una piccola località della vallata per raggirare un'assicurazione.

L'operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena insieme ai colleghi della Stazione di Rassina.

Se lo scopo del tentativo di truffa risulta semplice, trarre un illecito vantaggio, non è stato altrettanto semplice, dato il coinvolgimento di una pluralità di luoghi interessati nel meccanismo del raggiro, delineare le responsabilità e risalire, di conseguenza, all’autore.

Si tratta di un 33enne campano, incensurato, che voleva assicurare il proprio motoveicolo al top dei prezzi sul mercato. Ha individuato la compagnia assicurativa e verificati i tassi, notoriamente più alti in relazione alla residenza in determinati luoghi, tra questi la sua regione, ha pensato bene di ricercare, ancora non si sa se affidandosi al caso o all’esito di un’ulteriore furbesca valutazione, un tranquillo paesino casentinese nel quale "prendere" la residenza.

Di fatto ha creato dal nulla un documento ufficiale, un certificato di residenza, presentandolo alla compagnia assicurativa, la quale ha avviato le verifiche attraverso il proprio staff antifrodi a livello centrale.

L'immediata denuncia ai Carabinieri di Roma – Montesacro ha consentito a quelli della Stazione di Rassina, all’esito dell’attività di indagine, di identificare il 33enne e denunciarlo.

A suo carico l’accusa di aver commesso, da privato, una falsità materiale e tentato di truffare, con le aggravanti del caso, la compagnia alla quale si era rivolto per assicurare il suo motoveicolo ad un prezzo vantaggioso, attestandosi falsamente “casentinese” con un documento altrettanto "taroccato". 



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