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Attualità martedì 04 agosto 2020 ore 18:00

Covid, Arezzo ha retto bene alla pandemia

Bilancio della Asl dei 5 mesi dell'emergenza. Nell'Area Vasta ci sono ancora 36 contagiati e la metà nell'aretino. Dati migliori della media regionale



AREZZO — Marzo-luglio 2020. In soli cinque mesi le abitudini, le preoccupazioni ed il modo di vivere delle persone è cambiato. E' stato scoperto il Covid e necessariamente la gente ha dovuto imparare a combatterlo ed a conviverci.

La Asl Toscana sud-est pubblica la fotografia di questi 5 mesi. Dati che evidenziano come l'Area Vasta, che comprende le province di Arezzo, Siena e Grosseto, sia stata relativamente un'isola felice se paragonata all'intera regione e all'Italia.

Il riferimento più significativo è quello del numero dei contagiati e della relativa proporzione  sugli abitanti. Dall'inizio della pandemia ad oggi i casi riscontrati ad Arezzo sono stati 684, che rapportati alla popolazione è 1,99 ogni mille residenti. Nell'Area Vasta il dato è leggermente inferiore e vede un totale di 1.538 contagiati, 1,85 ogni mille abitanti. In Toscana i numeri iniziano a salire con 10.483 positivi che rapportati agli abitanti sono 2,81 ogni mille. In Italia i casi totali sono 247.537, ovvero 4,10 per mille abitanti.

L'età media dei contagiati ad Arezzo è di 54 anni mentre nel sud est della regione sfiora i 55.

Ottimi anche i dati riferiti ai guariti che nella provincia di Arezzo toccano il 90,04% (615 persone) del totale contagiati, nell'intera Area Vasta il 90,70% (1.395), in Toscana 85,49% (8.962) e in Italia 80,79% (199.974).

Un'analisi anche sul numero dei decessi causarti dal Covid. In tutta l'Area Vasta sono morte 106 persone e di queste 49 in provincia di Arezzo. In Toscana sono 1.134 mentre in Italia il numero dei decessi sale a 35.141.

Ad Arezzo l'età media di chi ha perso la vita in seguito al virus è di 87 anni e conferma come la malattia sia maggiormente pericolosa per le  fasce deboli.

Infine qualche curiosità. La Asl Toscana sud-est ha visto il suo giorno nero nel 25 marzo, quando ben 71 persone sono state riscontrate positive al virus. In provincia di Arezzo, invece, è stato il 14 aprile con 42 casi mentre il 19 aprile c'erano ben 479 aretini contagiati, giornata con il massimo dei casi in carico.

Il bilancio di questi 5 mesi conferma la bontà del lavoro svolto dall'intera Asl Toscana sud-est, prontamente attivata per fronteggiare questa emergenza che ha colto un po' tutti di sorpresa per le dinamiche e la velocità di propagazione. 

Nel commentare i dati, il direttore generale Antonio D'Urso ha sottolineato come il Covid ancora non sia scomparso ed ha rimarcato l'importanza di continuare con tutte quelle attività di prevenzione necessarie ad evitare il contagio. A tal proposito, D'Urso è convinto che non ci troveremo più ad affrontare un'emergenza simile e questo grazie, soprattutto, alla consapevolezza ed educazione che i cittadini hanno dimostrato di avere nel rispettare le norme e disposizioni igieniche. Ciò nonostante la Asl non abbassa la guardia. Saranno mantenute le tende pre-triage fuori dai presidi ospedalieri, verranno adeguate le dotazioni di sicurezza per sanitari e pazienti e il San Donato è già strutturato con compartimenti dedicati, ragionevolmente sufficienti, ad accogliere eventuali altri picchi epidemiologici.

Un plauso lo merita l'intera Asl e il suo direttore generale Antonio d'Urso. Decisioni che andavano prese nell'immediato, la scelta di trasformare il San Donato in ospedale Covid spostando altre degenze in presidi limitrofi, la battaglia sull'albergo sanitario, il pressing sulla Regione per ottenere protezioni di sicurezza, personale e tante altre iniziative hanno garantito un'assistenza sanitaria di primissimo livello. Il tutto supportato anche dal grande cuore degli aretini. Hanno donato centinaia di migliaia di euro all'ospedale e hanno coccolato medici e infermieri che si sono trovati a lavorare in emergenza, stremati ma con la fiducia e la riconoscenza dell'intera cittadinanza. 

Andrea Duranti
© Riproduzione riservata


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