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Attualità lunedì 13 luglio 2020 ore 08:00

​“Ho vinto la malattia con la forza della musica”

Da Arezzo alla Cambogia: Arianna Malatesti, violinista, ha creato un metodo didattico per studiare in contemporanea note e lingua inglese



AREZZO — Ognuno ha una storia. Quella di Arianna Malatesti è un cerchio: da Arezzo alla Cambogia, passando per “l'inferno”, fino alla rinascita. Un filo fatto di anni giovani, profumati e luminosi, con al centro la musica. I giorni cattivi sono quelli del tumore, sale operatorie, mesi di chemio e sedute di radio mentre il corpo si trasforma e non puoi farci niente. 

Arianna ha appeso i suoi 38 anni a una prova pazzesca e lei ha accettato la sfida, camminato a testa bassa e tagliato il traguardo, poche settimane fa.

I giorni buoni sono quelli del “fine terapia”, vita nuova. Arianna è una donna in rinascita, la musica e il suo violino sono l'antidoto al dolore. Il viaggio nella malattia le ha insegnato a “guardare le cose dall'alto, cioè da una prospettiva più interiore, profonda. Ho imparato a sentire il centro di me stessa, proprio in mezzo al mio corpo, scoprendo una consapevolezza maggiore di quella che si usa per vivere”. 

Il rapporto con la musica comincia dove le parole non arrivano: “Il ritmo della musica riesce ad arrivare alle emozioni di una persona e comunica con un linguaggio che va oltre le parole”. Nei mesi delle terapie, Arianna ha camminato con la musica ma il violino sembrava pesantissimo e le dita non andavano dove e come voleva lei; ciononostante “ho respirato la bellezza e quando l'energia ha cominciato a rifluire, il violino è diventato leggero come una piuma e le mie dita velocissime: una gioia infinita”. Oggi lei trasmette la musica ai bambini, allenandoli a sviluppare anticorpi utili per il viaggio della vita, ma c'è voluto molto tempo prima di trovare la dimensione vera e un viaggio in Cambogia durato quattro anni.

Da Arezzo a Phnom Pehn .Un'infanzia non tutta rose e fiori, la passione per la musica, il liceo musicale e una formazione rigorosa. Ma a volte la vita fa giri strani e la musica rimane proscenio anziché palcoscenico nei suoi progetti di giovane donna. Un lavoro dietro il bancone del bar di un supermercato non è il massimo ma quanto serve per vivere in quel momento, eppoi è un posto fisso. Arianna pensa al progetto che coltiva tra un caffè e l'altro e la musica, alla fine, prenderà il sopravvento, scombinerà i piani. 

L'idea di buttare tutto all'aria e ricominciare in un luogo lontanissimo dalla città delle radici, degli affetti,è la molla che un giorno diventa un biglietto aereo e un trolley carico d'entusiasmo e sogni. E' il 2013 e Arianna vola in Cambogia. Alti e bassi, ma su tutto resta la musica che diventata il progetto realizzato coi bambini di una scuola internazionale, a Phnom Pehn. “Un'esperienza incredibile, ho capito che in qualsiasi luogo io mi trovi, la musica sarà sempre con me e mi darà la chiave di lettura per la vita; mi ha dato un'identità e fatto scoprire il talento che non sapevo di avere: un talento pedagogico-musicale”

E' in questo tempo e in questo Paese che Arianna mette a punto il metodo di insegnamento basato sull'universalità del linguaggio musicale. “Ho capito che era ciò che volevo fare e, rientrata in Italia, l'ho realizzato”. Nasce così Areamondo, metodo didattico basato sulla combinazione tra studio della musica e studio della lingua inglese. 

Una “combinazione tra razionalità e parte emotiva, un equilibrio naturale che la musica esalta e armonizza”. Areamondo nel viaggio dentro il tumore è stata “forza, costanza e perfino un po' di magia perchè è stato bellissimo capire che si può andare oltre i limiti. L'oncologo all'inizio mi aveva detto: scordati ciò che fai, durante la terapia non ne avrai la forza. E' stato il contrario. Areamondo è la mia passione, non l'ho mai mollata e lei non ha mollato me”.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata


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