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Cronaca sabato 13 febbraio 2021 ore 10:48

Mascherina e cacciavite alla mano rapina negozio

Rintracciato e fermato dai Carabinieri nel giro di 36 ore. Dopo aver svuotato la cassa era fuggito a piedi e si era nascosto sotto ad un'auto



MONTEVARCHI — I carabinieri di Montevarchi hanno lavorato ininterrottamente per 36 ore fino ad arrivare a identificare e sottoporre a fermo l'uomo che, nel primo pomeriggio di mercoledì, aveva messo a segno una rapina a mano armata ai danni di un negozio di abiti da sposa nel quartiere Pestello della cittadina valdarnese.

Un’indagine-lampo, resa possibile grazie allo sforzo dei militari della Stazione, che, mettendo in pratica i metodi di indagine più tradizionali, insieme ad un impegno totale, sono riusciti ad identificare immediatamente il colpevole.

Ma ricostruiamo l'accaduto. La Centrale Operativa della Compagnia di San Giovanni Valdarno, tre giorni fa, ha ricevuto una telefonata da una dipendente dell'attività commerciale, che, ancora fortemente scossa, aveva segnalato di aver appena subito una rapina.

Le ricerche sono scattate subito, oltre ad essere inviate sul posto le pattuglie della Stazione e del Nucleo Operativo, per i primissimi rilievi. Grazie alle dichiarazioni dei testimoni, e alle immagini riprese dal circuito di videosorveglianza, è da subito emerso un quadro estremamente chiaro: un giovane, incappucciato e con la mascherina,  arrivato a piedi in prossimità del negozio, dopo un brevissimo sopralluogo è entrato all’interno, e, minacciando la commessa con un cacciavite, si è fatto consegnare il denaro contante presente in cassa, alcune centinaia di euro, per poi darsi precipitosamente alla fuga a piedi. Un’azione fulminea, considerato che il tutto è durato meno di un minuto.  Indice, probabilmente, di grande spregiudicatezza ad abitudine a delinquere, hanno supposto subito gli investigatori, che di conseguenza hanno concentrano immediatamente le ricerche sui pregiudicati del luogo. I primissimi riscontri, però, compiuti da tutte le pattuglie in servizio nel pomeriggio di mercoledì della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno, hanno dato esito negativo. Tutti i soggetti sui quali erano stati messi gli occhi addosso avevano un alibi.

Nel frattempo, i Carabinieri della Stazione di Montevarchi hanno proseguito la certosina analisi delle telecamere private e comunali disseminate lungo il percorso di arrivo e di fuga del rapinatore. Un lavoro immenso, fatto della visione di ore e ore di filmati, reso ancor più arduo dalla necessità del cosiddetto “azzeramento”, ossia di dover sincronizzare, ex-post, tutti gli orari degli svariati impianti analizzati. Un'attività durata tutta la notte, fino alla tarda mattinata di giovedì ma che, però, ha dato i suoi frutti, visto che i Carabinieri sono riusciti a seguire tutta la fuga del rapinatore, e a scoprire che, in una zona d’ombra, non coperta da telecamera, lo stesso che si era liberato del giubbotto verde indossato per la rapina. 

Sono riusciti a vederlo addirittura inquadrato mentre si nascondeva sotto ad una macchina al passare di una pattuglia dell'Arma, poco più di un minuto dopo la rapina. E hanno così continuato a seguirlo, sebbene avesse indosso nuovi indumenti. Infine, grazie ad alcune immagini più nitide, sono riusciti ad identificarlo. Si tratta di un pregiudicato originario della provincia di Trento, gravato da diversi pregiudizi per reati contro il patrimonio e già coinvolto in svariate altre vicende giudiziarie nel territorio.

Identificato l’uomo, sono state tempestivamente diramate le ricerche. A casa non ce ne era traccia, e nemmeno nei luoghi solitamente frequentati. Ma il personale della Stazione Carabinieri di Montevarchi è riuscito a localizzarlo, nel pomeriggio di giovedì, mentre si trovava all’interno della propria auto, già carica dei bagagli e di tutti gli effetti personali necessari per allontanarsi verso “lidi più tranquilli”. Ad ulteriore riscontro dell’ipotesi investigativa, l’uomo indossava addirittura ancora le scarpe utilizzate durante la rapina.

Il quadro indiziario, a quel punto, non ha lasciato più dubbi, e lo stesso dicasi per la sussistenza del pericolo che l’uomo potesse darsi alla fuga. Di conseguenza, il rapinatore è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, e, su disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo, trasferito nel carcere cittadino di San Benedetto.


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