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Attualità mercoledì 15 aprile 2020 ore 12:15

Tamponi veloci, il macchinario della polemica

Dopo la richiesta di autorizzazione, la Regione ha ordinato una ventina di apparecchi. Ora Silvia Chiassai teme ritardi per la consegna alla Gruccia



MONTEVARCHI — Nella battaglia con il coronavirus ogni minuto diventa prezioso. In questa corsa contro il tempo si sono fatti più tesi anche i rapporti tra istituzioni. Questa volta al centro della polemica tra il Comune di Montevarchi e la Regione Toscana è finito un macchinario in grado di effettuare in tempi rapidi la risposta ai tamponi per la ricerca del Covid-19.

Tutto è iniziato sabato 11 aprile, quando la sindaca Silvia Chiassai aveva annunciato la risposta positiva da parte della Regione Toscana, con la quale veniva concessa l’autorizzazione ad installare all’ ospedale della Gruccia un macchinario innovativo, che nel frattempo era stato individuato e ordinato dal Comune di Montevarchi, grazie ai fondi raccolti sul conto corrente aperto dai tifosi montevarchini della Curva Sud “Vasco Farolfi” con il sostegno dell’amministrazione municipale, Aquila Calcio, Avis Montevarchi e Associazione Memoria Rossoblu.

Nella comunicazione del sabato di Pasqua il sindaco Chiassai aveva espresso la sua grande soddisfazione, perché – aveva detto - non era stato facile, in questo periodo, ottenere un’apparecchiatura all’avanguardia e molto richiesta. “Avere questa strumentazione – aveva spiegato il sindaco di Montevarchi – ci permetterà di avere un controllo più serrato sui casi a rischio sul nostro territorio, in primis sugli operatori sanitari e poi su coloro che sono a rischio e involontariamente possono essere fonte di contagio”.

Oggi la doccia fredda. Lo stesso sindaco Chiassai ha diffuso questa mattina un video, in cui si scaglia contro la Regione Toscana, colpevole a suo dire, di aver ordinato una ventina di apparecchi dello stesso modello per cui era stata chiesta l’autorizzazione, con il rischio di ritardare la singola fornitura al monoblocco ospedaliero del Valdarno.

La sindaca Chiassai ha accusato quindi il presidente Enrico Rossi “di utilizzare la fatica fatta dai sindaci per trovare il macchinario, per poi portare gli apparecchi all’avanguardia nelle zone centrali dove già stanno facendo i tamponi”. In questo modo, ha aggiunto Silvia Chiassai “Si rischia di far slittare la consegna, sacrificando il Valdarno rispetto ad altre realtà”.


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