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Politica martedì 20 ottobre 2020 ore 16:09

Ampliamento discarica, si spacca il centrosinistra

Valentina Vadi e Sergio Chienni
Vadi e Chienni entrambi del Pd e sindaci di giunte del centrosinistra ma divisi sulla questione discarica

L’annuncio a sorpresa dell’intervento su Podere Rota scatena la polemica anche tra i due comuni che condividono l’impianto. Vadi: “Non sarò complice”



VALDARNO — L’effetto bomba c’è stato, come era prevedibile. L’annuncio a sorpresa e un po’ sottotono dell’ampliamento della discarica di Podere Rota – comunicato durante un incontro ieri a Terranuova del neonato gruppo Valdarno Ambiente che riunisce quattro aziende locali capitanate dal Csai che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti (vedi articolo collegato) – ha scatenato la polemica. Rompendo anche il fronte del centrosinistra che governa i comuni di Terranuova e San Giovanni che condividono, perché si trova sul confine dei loro territori, la discarica e le sue problematiche. Che si ribellassero all’iniziativa “Il Comitato vittime di Podere Rota” e il movimento di centrodestra “Liste Civiche sangiovannesi” era scontato. Ma dirompente arriva anche la presa di posizione del sindaco di San Giovanni Valentina Vadi che con decisione ha affermato “non voglio essere in nessun modo complice del secondo ampliamento di Podere Rota”. Sì, perché la discarica aperta 25 anni fa è già stata oggetto di un ingrandimento nel 2011 e proprio in quell’occasione fu definita la data del 2021 per la sua definitiva chiusura. A poche settimane dal termine previsto arriva ora la doccia fredda di un nuovo intervento e a nulla vale che si definisca “ridotto” – come affermato ieri da Valdarno Ambiente e ribadito poi, oggi, dal sindaco di Terranuova Sergio Chienni intervenuto con una nota sulla questione - il nuovo ampliamento. Che si misura in “altri 800.000 metri cubi di spazzatura sulle spalle del Valdarno e di San Giovanni in particolare” tuonano le Liste Civiche del comune del Marzocco. A loro fa eco – ritrovandosi così compatti in un fronte condiviso esponenti di forze politiche contrapposte – il sindaco sangiovannese (Pd): “Valdarno Ambiente, invece di dare seguito all’impegno del 2011 di chiudere l’impianto nel 2021, mette in campo un progetto da 24 milioni di euro, che prevede un allargamento dei volumi pari a 800.000 metri cubi che porterebbe ad intensificare il flusso dei rifiuti, provenienti da tutta la regione, su questo sito. Un programma di ampliamento e potenziamento a cui rispondo con la mia assoluta contrarietà” ribadisce Valentina Vadi “Non si può pensare che siano sempre gli stessi territori e gli stessi cittadini, per decenni, a subire il medesimo impatto dovuto alla presenza di un impianto di smaltimento dei rifiuti”.

“Questo è il fallimento della politica” aggiungono i cittadini del Comitato che da anni e anni convivono con cattivi odori, sopportano il via vai dei mezzi che raggiungono la discarica e vedono le conseguenze dell’impianto sul territorio come dimostra – lo ricordano - “la recente relazione Arpat che rimarca il peggioramento dell’inquinamento delle acque profonde”. Le Liste Civiche Sangiovannesi definiscono l’ampliamento di Podere Rota “Un altro schiaffo inaccettabile” un atto contro cui sono pronte a lottare schierandosi a fianco dei cittadini.

Ma a cosa servirebbe questo nuovo intervento sulla discarica? Lo chiarisce il sindaco di Terranuova, Sergio Chienni quando - spiegando “l’evoluzione di Podere Rota in termini di sviluppo sostenibile” in linea con le nuove normative nazionali ed europee per “un’economia circolare secondo un approccio teso alla prevenzione, al riutilizzo, al recupero di materia e di energia – rivela che “Csai ha richiesto alla Regione anche un ampliamento ridotto della discarica. Se i conferimenti saranno pari a quelli effettuati negli ultimi anni, l’ampliamento richiesto si esaurirà in meno di 4 anni. Aisa ha ottenuto l’autorizzazione ad agosto per realizzare l’adeguamento e l’ammodernamento del termovalorizzatore ad Arezzo, con un aumento della capacità e quindi di risposta alle esigenze della nostra Provincia. I lavori si concluderanno presumibilmente nel 2024 e prevedono un fermo impianto. Per questo, fino apquella data Rota è necessaria per accogliere i rifiuti urbani della nostra Provincia, oltre a dar risposta alle aziende”. Quindi per quattro anni nella discarica di Terranuova arriveranno i rifiuti della provincia aretina perché il termovalorizzatore della città capoluogo è fermo per lavori. 

E i vantaggi di questa operazione per il Valdarno? “Poter smaltire i rifiuti all’interno dell’Ato (ambito territoriale omogeneo, ndr) determina un notevole risparmio per tutti, doverli portar fuori comporterebbe un forte aumento delle tariffe per i cittadini” aggiunge Chienni.

Un quadro che non convince la collega sangiovannese che parla di “progetto insostenibile” e di “una ferita inaccettabile per San Giovanni e tutto il territorio”. Valentina Vadi fa appello agli altri sindaci della vallata perché “diano una risposta univoca a questa notizia e si esprimano contrariamente a questa decisione. Faccio, inoltre, appello alla Regione Toscana e all’assessore a cui sarà affidata la delega all’ambiente perché prendano una posizione netta contro l’ampliamento. Faccio appello all’Ato Sud perché si esprima rispetto a questa decisione e definisca in quale ambito di programmazione impiantistica rientra questo progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota”. “Come sindaco di San Giovanni, il territorio che più di tutti ha subito negli anni l’impatto ambientale della presenza della discarica volutamente realizzata nel confine e a ridosso di questo Comune, non voglio essere in nessun modo complice del secondo ampliamento di Podere Rota. Per questo – conclude il primo cittadino - mi adopererò in tutte le sedi istituzionali e politiche per fare in modo che venga mantenuto fede all’impegno della chiusura al 2021”.


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