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Attualità lunedì 03 ottobre 2022 ore 18:30

E' rabbia, chiude l'unica banca del paese

Stop all'attività della sola filiale 25 novembre. Post polemico del sindaco che auspica una soluzione con il Credito Cooperativo di Anghiari e Stia



BADIA TEDALDA — Ormai manca poco e la rabbia monta. Il 25 novembre chiude l'unica filiale di una banca presente nel territorio di Badia Tedalda. Ad annunciarlo il sindaco Alberto Santucci. Lo sportello si trova lungo il Corso ed ha vissuto le varie vicissitudini, con cambi di insegne, seguite alla crisi di Banca Etruria. Ma è lo stesso primo cittadino, con un post di protesta, a spiegare i fatti. 

"Cari compaesani, è giusto e doveroso che vi informi dettagliatamente sulla triste e vergognosa vicenda della chiusura - dal prossimo 25 novembre - dell’UNICA filiale bancaria esistente nel Capoluogo e in tutto il Comune di Badia Tedalda: l’attuale filiale di Intesa Sanpaolo Spa, un tempo Banca Mutua Popolare Aretina, poi Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, poi BancaEtruria e successivamente Ubi Banca. Definisco vergognoso (e me ne assumo ogni responsabilità) il modo in cui si sono comportati i dirigenti che ai piani alti hanno deciso di chiudere questa nostra unica banca, soprattutto perché ci hanno fatto comunicare dai direttori locali di filiale una decisione insindacabile di chiusura imminente senza neppure spiegarci i motivi e senza neanche scusarsi per il profondo disagio che ne conseguirà alla nostra gente, alle nostre ditte, alla nostra comunità".

Quindi prosegue "non appena incassata la infausta notizia ho informato giunta e consiglieri e ci siamo trovati subito d’accordo nel chiedere soccorso ad una banca seria che opera nel territorio e che risponde al nome di Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo (...). Nel giro di una decina di giorni incontrerò i rappresentanti della Banca di Anghiari e Stia e subito dopo faremo una pubblica riunione in sala consiliare per decidere insieme come procedere! Bisogna rimanere fiduciosi e ottimisti e uniti anche se il momento congiunturale non è il massimo ed i costi fuori controllo di luce e gas costringeranno anche l’ente comunale a stringere la cinghia come ogni famiglia. Ma la cosa che di più mi indigna e che mi ha indotto a fare una comunicazione scritta che ho letto e consegnato al direttore d’area di Arezzo di Intesa Sanpaolo mercoledì mattina 28 settembre in comune è questo fatto: recentemente hanno potenziato il personale di una unità (da due a tre), hanno potenziato l’orario di apertura (tutti i giorni dal lunedì al venerdì), hanno rifatto ex novo tutti gli arredi interni, hanno rinnovato il contratto di affitto fino al 2029, ci hanno detto che al massimo la filiale poteva essere “remotizzata” con riduzione di personale ma “mai e poi mai chiusa!”… e invece la chiudono facendoci comunicare la decisione da persone che non hanno avuto responsabilità su quella decisione, da dipendenti locali della banca che addirittura hanno saputo della chiusura dai sindacati". 

Ed ha allegato, come si vede nel post, la lettera inviata ai dirigenti. Nell'altro post si vede invece l'auspicio che intervenga la Banca di Anghiari e Stia. A questo punto si attendono risvolti e si spera siano positivi per la popolazione.


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