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Cultura venerdì 28 aprile 2017 ore 08:56

60 anni dopo: il Congresso N.E.I. di Arezzo

Un convegno ed una retrospettiva fotografica ne ripercorrono i momenti più significativi. Le personalità politiche del tempo e la stampa internazionale raccontarono al mondo la tre giorni aretina



AREZZO — Il Centro di Studi Storici, Economici e Sociali “Amintore Fanfani” di Arezzo promuove in collaborazione con l’Opificio Toscano di Economia, Politica e Storia, con la Fondazione Ivan Bruschi e con il patrocinio del Consiglio Regionale, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Arezzo, venerdì 28 aprile, a partire dalle ore 16.00 presso la Fondazione Ivan Bruschi, un momento di riflessione per ricordare, ma soprattutto per attualizzare, uno dei momenti politici e culturali più significativi del dopoguerra aretino ovvero l’XI Congresso Internazionale delle N.E.I. (Nuovelles Equipes Internationales) che si svolse ad Arezzo (Teatro Petrarca) nei giorni 24, 25 e 26 aprile 1957, all’indomani della firma dei Trattati di Roma, il convegno TIMEO DANAOS ET DONA FERENTES,Ostilità e diffidenze verso l’Oriente d’Europa. L’XI CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLE N.E.I. (Nouvelles Equipes Internationales): primo momento di riflessione politica dopo i trattati di Roma. E, di corredo, una rassegna fotografica che ripropone volti, emozioni e momenti di vita di quelle impegnative quanto significative giornate che 60 anni fa videro la città di Arezzo protagonista nella storia contemporanea.

Il programma è piuttosto intenso. I lavori saranno aperti da Franco Ciavatti, presidente del Centro Studi, Economici e Sociali “Amintore Fanfani mentre Omar Ottonelli coordinerà gli interventi. Prima della relazione affidata al prof. Piero Roggi dell’Università di Firenze ci sarà la testimonianza di Donato Palarchi che fu tra gli organizzatori del Congressi N.E.I. del 1957. Seguirà poi l’intervento dell’on. David Sassoli, Vice-Presidente del Parlamento Europeo.

Alle 18.00 l’inaugurazione della mostra “L’Europa ad Arezzo, Arezzo in Europa”. Volti, emozioni, ricordi. Retrospettiva fotografica al quale hanno dato il loro contributo Glauco Ciacci del FotoClub La Chimera ed Antonella di Tommaso per la cura, gli allestimenti e la comunicazione.

Le N.E.I. rappresentavano un’Associazione Internazionale di partiti e movimenti di ispirazione democratico-cristiana. Nate nel 1947 a Chaudfontaine, nei pressi di Liegi, sulla scia di precedenti esperienze francesi successive alla nascita del Movimento Repubblicano Popolare (MPR), le NEI si prefiggevano lo scopo di stabilire contatti regolari tra personalità del mondo politico e sociale di ispirazione cattolica, nella duplice prospettiva, da un lato di dar vita ad una struttura capace di lottare contro il comunismo, dall’altro di proporsi come terza forza, capace di interporsi tra i due blocchi.

E allorquando Konrad ADENAUER pose con forza il problema della riunificazione tedesca come problema europeo, le NEI parteciparono sempre più attivamente al progetto, aderendo prima al Comitato di Coordinamento dei movimenti europei e nel 1948 al Movimento Europeo.

Da quel momento le NEI avrebbero spostato definitivamente il loro obiettivo verso la costituzione di un’Europa unita, senza dimenticare la lotta contro il comunismo.

L’Italia fu scelta quale sede per il congresso del 1957 e Amintore FANFANI, allora Segretario Nazionale della DC, volle che si svolgesse ad Arezzo.

Organizzare un congresso di tale portata in una piccola città come Arezzo, che peraltro risentiva ancora delle ferite del periodo bellico e che non disponeva di strutture alberghiere, comportò uno sforzo organizzativo enorme. Fu la DC aretina che, coinvolgendo tutta la cittadinanza, pose le basi per la buona riuscita organizzativa del congresso. Fu deciso che molte delegazioni fossero ospitate in abitazioni private, anche in previsione di uno straordinario afflusso di persone tra delegati, ospiti, giornalisti e semplici osservatori.

Grande risonanza fu data a questo avvenimento e la DC aretina, guidata dal segretario provinciale Giuseppe BARTOLOMEI, si impegnò a fondo, sollecitando i propri iscritti e non ad intervenire alla “tre giorni”, al punto che furono organizzati numerosi pullman da ogni angolo della provincia, allora unico mezzo di trasporto, per raggiungere il capoluogo.

La città era mobilitata per l’arrivo di così tante personalità di livello europeo e la stampa locale e nazionale si occupò diffusamente dell’avvenimento.

Erano presenti 17 delegazioni di altrettanti paesi europei, in rappresentanza anche di partiti e movimenti di ispirazione cattolica in esilio. I Delegati erano più di 200, variamente distribuiti tra partiti, movimenti e Paesi.

Il Comitato organizzatore, presieduto da Giuseppe BARTOLOMEI, invitò anche alcune delle figure di alto rilievo nel panorama europeo, tra le quali spiccavano Jean MONNET, Presidente del Comitato per gli Stati Uniti d’Europa, e Robert SCHUMAN, Presidente del Movimento Europeo Internazionale.

L’avvenimento favorì la presenza in città di numerosi giornalisti di varie testate, nazionali ed internazionali, alcuni dei quali in rappresentanza della TV italiana.

Tra le testate italiane di maggiore importanza ricordiamo, oltre alla RAI, La Gazzetta del Popolo (inviato Benny Lay), La Stampa (inviato Enzo Forcella); l’ANSA (inviato Barbera); Il Giorno (inviato Umberto Segrè); Il Resto del Carlino -La Nazione (inviato Sergio Telmon); Il Giornale del Mattino (inviato Domenico Sassoli).

Molto importanti anche le testate straniere: Le Monde e Le Figaro per la Francia; Deutsche Presse Agentur per la Germania; TV e Agenzia Belga di Informazione per il Belgio; Agenzia Reuter per l’Inghilterra; Austria Presse Agentur per l’Austria; The Associated Press per gli Stati Uniti d’America.


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