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Attualità mercoledì 31 marzo 2021 ore 14:20

Anticorpi monoclonali, già alcuni malati in cura

Barbara Innocenti - Direttore ospedale San Donato

Al San Donato meno di dieci pazienti sottoposti al trattamento. Situazione posti letto Covid fluida, supporto da Siena e Grosseto



AREZZO — All'ospedale San Donato di Arezzo ci sono già malati Covid che hanno iniziato la terapia con gli anticorpi monoclonali. I farmaci erano arrivati in Toscana nei giorni scorsi e il nosocomio cittadino è tra i 12 centri selezionati dalla Regione per le prime somministrazioni. Sono meno di dieci gli aretini che al momento che stanno ricevendo questo tipo di cura, come confermato dal direttore del presidio Barbara Innocenti.

“Si tratta di un grande risultato della ricerca medico/scientifica oltre a quello dei vaccini.Gli anticorpi monoclonali si legano alle proteine del virus, in particolare alla proteina spike che viene utilizzata per penetrare nelle cellule umane - dichiara Danilo Tacconi primario Malattie Infettive del San Donato e componente del gruppo regionale che ha lavorato al progetto per la somministrazione degli Anticorpi Monoclonali.
Questa azione impedisce al virus Sars Covid 19 di replicarsi e di far ammalare in maniera grave le persone. La Regione ha dato le specifiche raccomandazioni acquisite dalla nostra Azienda per definirne l'uso gli aspetti organizzativi.I pazienti a cui somministrare questa terapia vengono individuate dalle USCA, dai MMG e anche dal Pronto soccorso, mentre la prescrizione e la somministrazione sono a carico del reparto di Malattie Infettive. Si tratta di persone in una fase precoce dell'infezione che presentano, secondo quanto definito da AIFA, alcuni fattori di rischio che li predisporrebbero più facilmente alla malattia con complicanze. Quindi soggetti positivi, di età superiore ai 12 anni non ospedalizzati o ospedalizzati, ma non a causa del Covid, che risultano ad alto rischio di sviluppo di forma grave di Covid-19 con conseguente aumento delle probabilità di aggravamento fino alla polmonite.

Nello specifico esiste un elenco delle patologie che vengono attenzionate - prosegue Danilo Tacconi - ad esempio persone dializzate, diabetiche, gravemente obese, con malattie cardiache, del neurosviluppo, respiratorie, con immunodeficienze, dipendenti da dispositivi tecnologici. L'avvio della cura deve essere tempestivo, entro pochi giorni dalla comparsa del virus, ma non oltre i 10 giorni. E' sostanzialmente la prima terapia specifica che abbiamo a disposizione contro Sars-Cov2 un'ottima opportunità terapeutica che si aggiunge a quanto già utilizziamo. Gli anticorpi monoclonali hanno l’obiettivo di controllare l’evoluzione della malattia, evitando aggravamenti per i pazienti e quindi ridurre anche il carico sugli ospedali e sui Pronto Soccorso.”

Una frontiera importante nell'ambito della battaglia al virus, che si abbina alla vaccinazione. Anche se la campagna va decisamente a rilento. Ci mancava solo il ritardo dell'arrivo di migliaia di dosi AstraZeneca come comunicato dallo stesso Governatore Eugenio Giani, che ha determinato al momento lo stop alle inoculazioni anche al Centro Affari di Arezzo. Dovrebbero ripartire dal 2 aprile e andare avanti anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta, ma ancora non ci sono certezze. Tutto resta appeso come sempre all'arrivo effettivo delle dosi.

Intanto, la pressione sull'Ospedale di Arezzo rimane alta, "la situazione è fluida" ha precisato ancora Innocenti. Al momento la Terapia Intensiva è satura e ci sono già pazienti aretini a Grosseto, altro nosocomio Covid della Sud Est, ed alle Scotte di Siena che fanno da appoggio.


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