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A Venezia Micaela Ramazzotti e il suo personal trainer Claudio Pallitto
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Cultura giovedì 12 maggio 2022 ore 19:50

Dall'Africa a Arezzo ammaliati da Piero e Petrarca

Full immersion in città per gli artisti ivoriani Abdoulaye Diarrassouba - Aboudia e Saint Etiènne Yéanzi prima di esporre alla Biennale di Venezia



AREZZO — Una storia nel segno dell'amore per la cultura quella che da Arezzo è arrivata fino in Costa d’Avorio tanto che due noti artisti africani decidono di lavorare nella città di Francesco Petrarca e di Piero della Francesca. 

E’ quanto accaduto agli ivoriani Abdoulaye Diarrassouba, detto Aboudia, e Saint Etiènne Yéanzi che, raggiunta una fama artistica internazionale, si sono guadagnati l’invito a rappresentare il loro paese alla 59ma esposizione internazionale d’arte, La Biennale di Venezia, avendo scelto il capoluogo aretino come territorio in cui esprimere talento e vocazione artistica. 

Nel preparare l’evento, inaugurato lo scorso 20 aprile, gli artisti hanno trascorso tre settimane in città "per respirare l’aria diffusa della storia dell’arte" (Aboudia) e per "sentire la voce dei maestri eterni, da Cimabue a Vasari" (Yeanzi).

Tutto nasce dalla volontà di due aretini, Nicola Furini e Alberto Chiavacci, della milanese Lis10 Gallery, i quali hanno proposto agli artisti un periodo di “full-immersion” ad Arezzo per la preparazione delle opere da esporre nella suggestiva cornice dei Magazzini del Sale, a Venezia. Su suggerimento dell’amico e critico d’arte Fabio Migliorati, il lavoro si è svolto proprio nell’atrio d’onore del Palazzo della Provincia, concesso con entusiasmo dalla Presidente Silvia Chiassai Martini, che evidenzia come "l’ospitalità a questi straordinari artisti internazionali dimostra per noi l’ importanza data alla cultura e all’arte come strumento di conoscenza che può diventare, come in questo caso, un’occasione prestigiosa per un un ritorno di immagine della città di Arezzo, ma anche strumento di relazioni e di integrazione sociale". 

Durante il soggiorno aretino, per ringraziare dell’ospitalità e dell’accoglienza della cittadinanza, Yeanzi e Aboudia hanno realizzato a quattro mani un imponente dipinto il cui ricavato andrà in beneficienza a favore di progetti per l’infanzia. 


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