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Attualità sabato 03 giugno 2017 ore 10:17

Banca Tirrenica, i cittadini scrivono al sindaco

Una lettera inviata al primo cittadino riepiloga tre ipotesi operative per ricostruire un clima di fiducia



AREZZO — Tre ipotesi operative per tutelare i risparmiatori della vecchia Banca Etruria e per ricostruire un clima di fiducia verso il nuovo istituto di Ubi Banca. A proporle è un gruppo di privati cittadini che ha indirizzato una lettera aperta al sindaco di Arezzo per stimolare azioni sinergiche per concretizzare e dar seguito alle tante iniziative che si sono susseguite negli ultimi mesi, indicando una possibile strada da seguire. L'iniziativa vede coinvolte anche personalità note in città come l'ex funzionario di Banca d'Italia Vincenzo La Croce, il presidente di Federconsumatori Arezzo Pietro Ferrari, il commercialista Roberto Maruffi e il segretario del Psi aretino Alessandro Giustini, oltre a Guido Cosulich, Giovanni Laurenzi, Elisabetta Nardi, Valeria Nassini e Giovanni Pelini.

L'obiettivo è di creare un clima favorevole verso la nuova struttura bancaria di Ubi Banca e di attuare strategie per confermarla come la banca del territorio, con un ruolo essenziale in sostegno all'economia locale e al suo sviluppo. La prima richiesta mossa al sindaco è di promuovere ogni possibile intervento per favorire questa vicinanza al territorio e di impegnarsi per rendere consapevoli i cittadini aretini di quelli che possono essere i rischi e le opportunità legati al nuovo istituto, nell'interesse anche dei risparmiatori e dei lavoratori. La seconda azione riguarda la costituzione di un comitato aretino politicamente trasversale che, facendo perno su un ruolo in prima linea dello stesso sindaco, possa coinvolgere le amministrazioni locali, le forze economiche ed imprenditoriali, le forze politiche e sociali, creando un coordinamento in grado di perseguire azioni verso Ubi Banca per rappresentare e sostenere la realtà socio-economica del territorio. Il terzo e ultimo invito riguarda poi la possibilità di garantire un pieno sostegno alle azioni anche legali di supporto alla tutela dei diritti dei risparmiatori aretini, azionisti e obbligazionisti, per affermare le reali responsabilità dei precedenti amministratori di Banca Etruria e per riportare giustizia nei riguardi del decreto governativo che ha decretato la fine dell'istituto. Questo passaggio è ritenuto importante soprattutto alla luce degli interventi di salvataggio per Monte dei Paschi e banche venete che hanno evidenziato una forte disparità di trattamento rispetto al caso aretino.

«La lettera inviata al sindaco - spiega Giustini, - nasce alla luce di quanto emerso da incontri e manifestazioni che in questi mesi hanno visto la partecipazione di cittadini, esperti del settore, associazioni di risparmiatori, organizzazioni sindacali dei dipendenti di Banca Etruria, amministrazioni locali e forze politiche. Lo stesso consiglio comunale di Arezzo, lo scorso febbraio, ha approvato un documento per favorire iniziative a sostegno degli obbligazionisti subordinati. L'obiettivo essenziale è di lavorare tutti insieme per ricostruire una prospettiva di fiducia da parte dei cittadini e dell'economia aretina verso la nuova struttura bancaria di Ubi Banca che deve confermarsi come la banca del territorio».


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