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Attualità mercoledì 15 luglio 2020 ore 12:55

Bar, pizzerie, tavole calde, crollano i fatturati

Lucio Gori

Indagine di Fiepet Confesercenti tra gli associati aretini. Per il 50% degli intervistati gli incassi si sono dimezzati. Covid e poco turismo le cause



AREZZO — Crisi nera. Questo è quanto emerge da un'indagine condotta da Fiepet Confesercenti tra bar, pizzerie, tavole calde e i ristoranti della città e della provincia di Arezzo.

Tra le cause del crollo dei fatturati la paura dei clienti del contagio da Covid, lo smart working e la crisi del turismo.

Sono dati preoccupanti quelli che emergono dal sondaggio che abbiamo promosso - - commenta Lucio Gori, responsabile di Fiepet Confesercenti
Per il 25% degli esercenti il Coronavirus è all'origine di un calo del fatturato di oltre il 50%; per la metà degli intervistati, invece, c’è stata una riduzione compresa tra il 30% e il 50% mentre il restante 25% registra uno storno degli incassi tra il 10% e il 30%”. 

Ad incidere sul calo del fatturato sono l’assenza del turismo ed il cambio delle abitudini, come la diminuzione del passeggio per le strade. Il dito è puntato anche sullo smart working che, lasciando le persone a casa, impedisce a bar, ristoranti e tavole calde di lavorare durante la pausa pranzo.
"Il 55% dei gestori sta già utilizzando gli ammortizzatori sociali - afferma Lucio Gori . Per la stragrande maggioranza, l’80%, se la situazione perdurerà si ricorrerà alla necessità di ridurre il personale”

L'incertezza è la preoccupazione più grande per gli intervistati da Fiepet Confesercenti. Infatti, il 5% dei titolari di attività di ristorazione prende in seria considerazione l'ipotesi di una chiusura definitiva. Mentre ben il 70% degli associati vede a rischio la propria attività, qualora non vengano prese concrete decisioni in grado di sostenere le aziende e di permettere alla gente di tornare a frequentare "serenamente" i pubblici esercizi.

Tutti scongiurando un secondo lockdown che rappresenterebbe la chiusura definitiva di gran parte degli esercizi commerciali e si augurano che venga trovato presto un vaccino. C'è anche chi propone di ridurre gli affitti e la tassazione

Dal sondaggio - conclude Lucio Gori di Fiepet-Confesercenti - è emerso anche la difficoltà per il 55% di far rispettare le norme anti-Covid. Per un 35% questo è dovuto al distanziamento, per il 20% all’acquisizione dei nominativi mentre il 45% degli intervistati ammette di avere difficoltà a far utilizzare correttamente gel e mascherine ai clienti”.


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