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Attualità martedì 31 gennaio 2017 ore 16:34

"Ben 500 giorni per le procedure d'appalto"

La notizia dei lavori iniziati all'acquedotto vasariano non placano le polemiche sui tempi lunghi. Romizi: "Eredità del centro sinistra"



AREZZO — Sono iniziati ieri i lavori di restauro all'acquedotto vasariano di Arezzo.

“Anche questo intervento, come altri, è un’eredità della passata amministrazione di centrosinistra, della Fraternita guidata da Liletta Fornasari e dell’impegno dell’ex assessore Franco Dringoli - dichiara il consigliere comunale Francesco Romizi -  Ricordiamo che era stato predisposto il progetto di restauro e finanziato l’intervento agli inizi del 2015 sulla base di un preciso accordo tra i due enti. I lavori li avrebbe condotti la Fraternita, proprietaria del bene, anticipando la spesa che viene a sua volta rimborsata dal Comune, titolare del diritto perenne di enfiteusi, in rate decennali previste a bilancio fin dal 2015.

Rimaneva da fare solo la gara. Per questo, mentre esprimiamo soddisfazione per l’avvio dei lavori, non possiamo non evidenziare che ci sono voluti più di 500 giorni per le procedure di appalto, sollecitati più volte con varie interrogazioni al sindaco - continua Romizi - L’acquedotto è un bene di grande valenza storica e paesaggistica che potrà così ritornare alla sua bellezza e funzione alimentando il lago di Villa Severi e la fontana di Piazza Grande.

L’accordo prevedeva anche il restauro della terrazza del Palazzo di Fraternita e la sistemazione dei locali sottostanti l’ingresso. Ma di questo secondo intervento si è perso le tracce. L’amministrazione e gli enti collegati, devono cambiare passo. Adesso che il governo ha assegnato risorse importanti anche al Comune di Arezzo, nonostante non sia rientrato nei vincitori del bando originario per le aree degradate, è necessario un ritmo diverso in quanto i tempi per il percorso progettuale e di realizzazione sono molto più stringente e i finanziamenti potrebbero essere persi” conclude Romizi.


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