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Cronaca lunedì 13 novembre 2023 ore 20:59

Card delle Poste usate per ripulire conti correnti

Due pregiudicati italiani con 113 smart card di Poste Italiane trafugate venivamo utilizzate per svuotare i conti correnti con la tecnica del fishing



AREZZO — La Polizia di Stato di Arezzo, durante questo fine settimana, ha tratto in arresto un cittadino di origine slava e denunciato un inglese e due italiani nel corso di tre distinte operazioni portate a termine lungo l’autostrada del sole.

Tutto ha avuto inizio venerdì, quando una pattuglia della Polizia Stradale di Battifolle, durante il consueto servizio di vigilanza autostradale, ha fermato, per un controllo, un autoarticolato composto da un semirimorchio francese e un trattore stradale bulgaro, condotto da un autista inglese.

Detta così sembrava la classica barzelletta dal finale esilarante, ma, in realtà, per il conducente c’è stato ben poco da ridere, perché gli agenti prima lo hanno denunciato per falso, perché la revisione del suo veicolo è risultata fasulla, poi gli hanno sequestrato l’intero complesso veicolare e contestato una sanzione amministrativa di 4.138 euro, perché stava effettuando un trasporto internazionale totalmente abusivo.

Sabato 11, poi, nella rete degli stessi poliziotti aretini, sono incappati due pregiudicati italiani di 40 anni, trovati in possesso di 113 smart card di Poste Italiane prima trafugate e poi utilizzate per svuotare i conti correnti di altrettanti ignari titolari con la cosiddetta tecnica del fishing.

I due, infatti, una volta sottratte le tessere, contattavano via mail o telefonicamente gli intestatari dei conti e, inducendoli in errore, carpivano loro le credenziali, così da poter effettuare prelievi ai bancomat, tanto da avere già accumulato la ragguardevole cifra di oltre 4.000 euro.

Infine domenica, ancora gli agenti della Stradale di Battifolle hanno intercettato un autista di origine slava, che, nel tentativo di dissimulare la propria identità, aveva esibito una carta d’identità italiana risultata falsa.

Il motivo di tanta riservatezza è stato presto svelato: sulla sua testa pendeva l’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Foggia; oltre a essere arrestato per il documento falso posseduto, è, quindi, finito in carcere anche per scontare i 6 mesi di reclusione inflittigli per reati contro il patrimonio.


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