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Cronaca lunedì 24 ottobre 2016 ore 16:30

Caso Piscaglia, è il giorno della sentenza

Guerrina Piscaglia

Il verdetto è atteso in tarda serata. Guerrina, scomparsa il 1 maggio 2014, avrebbe compiuto oggi 52 anni



AREZZO — "Prima di emettere la sentenza leggete l'interrogatorio e pensate a zio Francesco, condannerete Alabi". 

Lo ha detto Marco Dioni, pubblico ministero nel processo a carico di Padre Gratien Alabi, il frate accusato dell''omicidio volontario e della soppressione del cadavere di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa due anni fa da Ca Raffaello nell'Aretino, che proprio oggi avrebbe compiuto 52 anni. 

Nella controreplica che ha aperto l'udienza finale in Assise ad Arezzo (per la serata è atteso il verdetto) il pm Dioni ha sferrato un vero e proprio contrattacco verso la difesa del religioso. "Io questo processo - ha detto Dioni - l'ho sempre visto come un treno su un binario che va dritto verso la condanna di Alabi. Un treno partito in linea lenta ed entrato in direttissima dopo l'interrogatorio dell''imputato". 

Dioni, dopo aver precisato su aspetti legati alle celle telefoniche, ha concluso dicendo "la difesa ha opposto il nulla alla scienza". Successivamente le repliche delle parti civili. Particolarmente forte quella dell'avvocato Nicodemo Gentile che ha definito Gratien "un prete trattato in guanti bianchi" a cui "zio Francesco è apparso in forma esclusiva". Aggiungendo poi all'indirizzo della corte "voi con la vostra decisione togliete ogni speranza a Padre Gratien che è colpevole di aver ucciso Guerrina". 

Ha chiuso Rizieri Angeletti per Padre Gratien Alabi. "Avete cercato di ostacolare la verità sugli avvistamenti di Guerrina lungo la strada Marrecchiese il primo maggio 2014 dicendo che erano persone non credibili perché indirizzati dai media, avete spostato in tal senso gli orari - ha detto Angeletti - ma la loro testimonianza dimostra che Guerrina, nell'orario in cui si dice che sarebbe stata uccisa da Padre Gratien, era viva. Come si fa a dare 27 anni ad un uomo in presenza di così pochi elementi? Resta il principio dell'oltre ragionevole dubbio in mancanza del quale non si può condannare" ha concluso Angeletti. La Corte d'Assise si è ritirata poi in camera di consiglio. Il verdetto è previsto per la tarda serata.


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